Consulenti, come raggiungere gli obiettivi del 2018

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Ecco i consigli di Hays per dare una svolta alla propria vita professionale

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti13 marzo 2018 | 11:10

Come la tradizione ci insegna è buona norma, a inizio anno, porsi una serie di buoni propositi. Buoni propositi che, nella maggior parte dei casi, coinvolgono anche la nostra sfera professionale. Per aiutarvi nella realizzazione dei vostri desiderata vi riportiamo un interessante analisi a cura di Alistair Cox, Ceo di Hays, gruppo trai i leader a livello mondiale nel recruitment.

Lungo il suo percorso professionale, Cox ha individuato una serie di accorgimenti di cui tenere conto per raggiungere i propri traguardi lavorativi. Ecco i suoi consigli:

Non limitare le possibilità di carriera a un solo settore

I professionisti devono stare molto attenti a non limitare la propria carriera a un solo ruolo o settore perché, a lungo andare, questo può avere un effetto negativo sulla loro crescita professionale, frenandoli dall’esplorare le proprie passioni e capacità. Muoversi da un ambito all’altro o cambiare ruolo, permette di vivere nuove sfide e confrontarsi con metodi di lavoro differenti, incrementando il proprio portafoglio di competenze e, di conseguenza, la propria spendibilità. “Molto spesso pensiamo di trovarci di fronte a degli ostacoli, che in realtà esistono solo nella nostra testa – spiega Cox -. I cambiamenti lavorativi ci aiutano ad affrontare situazioni che prima ci spaventavano, rendendoci persone e professionisti migliori”.

Non temere di fare un salto nel vuoto

I datori di lavoro valutano positivamente i candidati versatili e curiosi, per questo i professionisti dovrebbero sempre prendere in considerazione tutte le opzioni a loro disposizione, compreso il lavoro all’estero o un ruolo a loro non familiare. “Bisogna imparare a non liquidare mai un’opportunità, anche se in quel momento può sembrare poco allettante – ha commentato Cox -. Il nostro futuro è il risultato delle decisioni che prendiamo ogni giorno e questo modo di agire può portare la propria carriera verso direzioni nuove ed interessanti”.

Non aver paura di affrontare dei rischi

Uscire dalla propria comfort zone, anche se ci si trova in una posizione particolarmente agevole, è molto importante per i professionisti perché permette di crearsi nuove possibilità per il futuro. Cox spiega: “Il mondo del lavoro è intrinsecamente rischioso: si è costantemente messi alla prova da mercati in evoluzione, tanta concorrenza e una serie di difficoltà interne. Chi è abituato a giocare senza rischi entrerà facilmente nel panico, ma chi invece è capace di scommettere su se stesso spesso riesce a raccogliere i migliori risultati.

Circondati delle persone migliori

“Un fattore chiave del proprio successo è costituito dalle persone che ci circondano. Essere affiancati da una squadra in grado di guardare al futuro e adattarsi ai cambiamenti culturali è fondamentale in qualsiasi settore. Tutte le volte che mi sono trovato a dover scegliere il mio team – continua il CEO di Hays -, ho valutato prima di tutto le personalità dei componenti: devono avere caratteristiche, esperienze e abilità differenti perché questo aiuta a osservare il mondo da diversi punti di vista”.

Resta fedele alla tua “Stella Polare”

È importante avere una “Stella Polare”: un obiettivo a lungo termine da tenere sempre bene a mente. Spiega Cox: “Nel mondo degli affari e nelle nostre carriere, possiamo spesso essere travolti da una marea di opinioni diverse e differenti distrazioni, ma mantenere un focus fornisce una ‘luce guida’ e aiuta a districarsi in situazioni complesse, adottando la migliore linea d’azione anche nel mezzo della confusione. Stabilire un’unica priorità permette di andare avanti tra momenti di stallo, periodi di boom e contrattempi personali”.

Non spingerti oltre i limiti

Infine, Cox sottolinea l’importanza di non soccombere allo stress mentre si persegue un obiettivo: “È importante mantenere il focus sulla nostra ‘Stella Polare’, ma a volte vale la pena anche fermarsi un attimo e riflettere. Completare un compito e correre subito al successivo può affaticare e non lasciare il tempo di individuare gli step successivi necessari per raggiungere la meta finale”.


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