Quelle comunicazioni invisibili nell’home banking

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di Marco Muffato 16 Marzo 2018 | 08:56
Gli intermediari devono assicurare che ogni informativa alla clientela sia completa, chiara, accessibile.

Ho verificato il modo che la banca di un mio cliente adotta per comunicare le proposte unilaterali di modifica nell’home banking, dove appena si accede si visualizzano gli ultimi arrivi con evidenza di quelli importanti, mentre invece nel loro caso occorre andare a cercarle, e perfino per ciascun argomento e rapporto col percorso: Archivio documenti – Ricerca avanzata – Conto corrente – Categoria movimento. E occorre farlo per ogni tipologia di servizio e prodotto. Non mi pare regolare.
M. G., Napoli

Infatti non lo è. Sarebbe come se il cliente di un’agenzia dovesse recarvisi periodicamente per domandare a ciascun addetto dei vari servizi (cassa, credito, titoli) se ci sono modifiche alle condizioni. L’intera normativa e le Istruzioni della Banca d’Italia sono anzi improntate su di una trasparenza sempre più forte, agevolata dalle nuove tecnologie. Gli intermediari devono infatti assicurare che ogni informativa alla clientela sia completa, chiara, accessibile. Inoltre deve essere utilizzata attivamente da parte degli addetti alla rete di vendita e adeguatamente pubblicizzata sul sito internet. Nel caso del lettore manca proprio quest’ultimo punto, l’adeguata pubblicizzazione. Può anche essere corretto che le comunicazioni siano catalogate per categoria all’interno di uno specifico elenco, ma occorre che la presenza di nuove informative – ancora di più quelle fondamentali – debba essere evidenziata. Insomma c’è di sicuro materiale per protestare e anche per l’intervento della vigilanza.

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