Vicenda Sanpaolo Invest, Rufini (Felsa Cisl): “Rivedere il contratto di agenzia”

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Per il sindacalista il fiume di commenti sul caso Sanpaolo Invest è uno dei tanti indici dello stato di profondo malessere sulle condizioni di lavoro che vive la categoria.

Chiara Merico di Chiara Merico29 marzo 2018 | 13:32

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo a firma di Mauro Rufini, responsabile nazionale Lavoro autonomo del settore finanziario del sindacato Felsa Cisl, in merito all’articolo di Bluerating.com sulla situazione dei piccoli portafoglisti della rete Sanpaolo Invest (leggi qui), che ha suscitato e continua a suscitare un ampio dibattito tra gli addetti ai lavori (leggi qui).

Il fiume di commenti sul caso Sanpaolo Invest è uno dei tanti indici dello stato di profondo malessere sulle condizioni di lavoro che vive la categoria. I tanti commenti di consulenti, e ahimè fra questi tanti “anonimi” per timore di ritorsioni, ne sono una riprova. Il caso del consulente di Sanpaolo Invest non è isolato, chi vive in questo mondo sa bene che anche altre reti da tempo hanno intrapreso simili iniziative unilaterali – spesso arbitrarie – su portafogli di dimensioni che si trovano in modo non comune sotto la media di settore.   
Sembra un dibattito astratto di una situazione irreale, mentre è tremendamente vera e concreta. I guasti di questa situazione sono l’esito dell’ equivoco di fondo che accompagna da sempre il profilo del rapporto di lavoro con le mandanti.  C’è da chiedersi perché solo ora esce questo problema collettivo? Solo perché la misura è colma ? Cosa fanno e hanno fatto le più antiche e recenti associazioni professionali del settore? Al di là di formali e generiche dichiarazioni d’ufficio nessuno osa mettere in discussione la concezione datoriale di un esercizio imprenditoriale della attività – bello a dirsi –  ma nei fatti smentito clamorosamente dai vincoli ed obblighi dei vari contratti di agenzia, del monomandato che nei fatti è una mascherata subordinazione della peggior specie.  
Non servono gli osservatori sulla categoria, per far crescere e dare un futuro alla categoria ci sono modi migliori. Come Felsa sosteniamo da sempre  e da tempi non sospetti di rivedere e superare il contratto di agenzia per negoziare un solido impianto normativo e contrattuale per la categoria con forme e strumenti innovativi,  partecipativi come per esempio la bilateralità.  Chi si è rivolto al sindacato ha trovato assistenza e tutela nei limiti e nei vincoli di clausole capestro dei mandati che gli ex promotori finanziari hanno firmato.  Una inadeguata conoscenza dei propri diritti, una scarsa coscienza sindacale della categoria ha contribuito a questo stato di cose con tutte le nefaste conseguenze collaterali.   Giuste e più alte remunerazioni, una rete di protezione e sicurezza sociale più forte è possibile solo con una forza lavoro sindacalizzata riconosciuta e fortemente rappresentativa. Organizzarsi sindacalmente conta molto di più di tante diatribe e, seppur utili, dibattiti in rete …


2 commenti

  • Avatar anonimo says:

    Si! Il timore delle ritorsioni è grande. Mi creda, Dott.ssa Merico, Lei non ha idea delle vessazioni che ogni giorno si subiscono in questo ambiente. I manager “addestrati” dalle mandanti, usano i sistemi di più basso livello, per “gestire” le menti dei consulenti, per adattarle ai voleri delle mandanti, alcuni casi sono delle vere e proprie “sette”!
    Nelle convention parlano di consulenza, ma in separata sede poi, le pressioni per quello che devi vendere sono elevate e se poi ti azzardi a dibattere gli argomenti allora sono guai. Tutti stanno zitti per paura di essere additati, trattati come reietti, portatori di sfortuna. Adottano sistemi da regime totalitario usando l’arte della persuasione, dicendoti che siamo tutta una famiglia. Il mobbing esiste. Esiste lo stalking; alcuni manager sono esperti in queste pratiche, bulli di quartiere.
    Non posso raccontarLe i particolari perchè verrebbe meno l’anonimato.
    Dimenticavo, una volta un Presidente di una banca disse: ho creato il tritacarne perfetto.
    Questo perchè se sei remunerato poco, sei costretto a correre continuamente aella ricerca di clienti e contratti quasi diventando uno stalker finanziario.
    Poi le responsabilità sono tutte del consulente se qualcosa va male con il cliente; sono dei veri artisti a scaricarti tutte le responsabilità sul groppone. Vigliacchi!
    Voi giornalisti, dovreste pubblicizzare questa questione anche alle trasmissioni tv che trattano questi argomenti come Report per citarne una.
    Cordiali saluti

  • Avatar anonimo says:

    Per la cronaca, la maggior parte dei consulenti radiati avevano dei grandi portafogli…

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