Mifid 2: la ricetta per il “mal di margine”

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di Redazione 11 Aprile 2018 | 12:20
Come affrontare al meglio la contrazione dei margini generata dalla direttiva? Se ne è parlato al Salone del Risparmio

Come cambia e come si sta già trasformando l’asset allocation a seguito dell’introduzione della direttiva Mifid II all’inizio del 2018? E’ la domanda al centro della conferenza che Blue Financial Communication (BFC) ha organizzato ieri nell’ambito del Salone del Risparmio.
Una collocazione e un tema non casuali considerato che l’appuntamento ha costituito anche l’occasione per l’esordio del nuovo mensile Asset Class edito da BFC e che si focalizza appunto sulle attività finanziarie al centro dell’asset allocation e sui suoi protagonisti.
Per rispondere alla domanda al centro dell’incontro si è riunito un panel di assoluta eccezione: Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares (gruppo BlackRock), Mauro Panebianco, partner di Pwc e Sara Silano, caporedattore di Morningstar in Italia.

L’incontro si è svolto sotto la regia di Denis Masetti, presidente di Blue Financial Communication, che ha aperto la conferenza partendo da un focus sui costi. Un tema sul quale, pur in presenza di una fase di cambiamento che ha ad oggetto anche la metodologia di remunerazione, i consulenti finanziari “non devono comunque spaventarsi” ha esordito Bellingeri. “Si parla solo di costi, ma non dobbiamo dimenticare la qualità”, ha aggiunto. A questo proposito Sara Silano ha sottolineato come i minori costi di cui godono in linea generale i fondi passivi, non modificheranno però l’attrattività per i fondi attivi ben gestiti, con team di gestione di qualità.

E che fare di fronte a una possibile contrazione dei margini per i consulenti? La ricetta individuata da Bellingeri va necessariamente in direzione di un aumento dei volumi. Un punto su cui gli ha sostanzialmente fatto eco anche Panebianco: “I consulenti si concentreranno su servizi a valore aggiunto, i prodotti tradizionali verranno collocati attraverso piattaforme digitali. La linea da seguire per gli intermediari nel nuovo mercato – ha aggiunto – è composta da crescita dei volumi, standardizzazione dei processi e qualità dei prodotti”.

Proprio sul versante dei prodotti, Panebianco ha tracciato anche un breve quadro delle tendenze in atto sul mercato successivamente all’entrata in vigore di Mifid II, con uno spostamento verso prodotti “impacchettati”, “perché il collocamento tradizionale non è più sufficiente”. A livello strutturale invece Panebianco ha individuato due temi forti per le banche nei prossimi mesi: “Nel prossimo anno le banche punteranno sempre di più sul margine commissionale invece che sul margine d’interesse” e “si va verso una maggiore concentrazione sia nella distribuzione che nell’asset management”, ciononostante Panebianco si è detto convinto che il mondo dei consulenti finanziari sovraperformerà rispetto al canale bancario tradizionale. Un punto, quest’ultimo, su cui Bellingeri ha aggiunto: “Il canale bancario si sta impoverendo perché molti bravi professionisti sono passati nelle reti”.

La conclusione della giornata è forse racchiusa in un’espressione utilizzata da Bellingeri: “Non bisogna aver paura del cambiamento, anche se i modelli attuali appaiono vincenti”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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