Tutela del risparmio e banche, le mosse di Lega e M5S

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Il governo punta a responsabilizzare il mondo bancario. Forte presa di posizione su bail-in e Mps…E si strizza l’occhio al fintech

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti18 maggio 2018 | 12:59

Dopo la pubblicazione intergrale del contratto definitivo di governo tra Lega e M5S la redazione di Bluerating vi propone un approfondimento legato a quei punti del programma che potrebbero interessare, in maniera diretta o indiretta, il pubblico dei professionisti della finanza e il mondo bancario.

In primo luogo si punta alla nascita della Banca per gli investimenti, una realtà (non ancora definita del dettaglio) che si dovrebbe adoperare per gli investimenti, lo sviluppo dell’economia e delle imprese italiane.

Spostandoci più nel concreto, le due forze politiche sembrano volere sgravare i risparmiatori italiani dall’impatto economico di eventuali dissesti del mondo bancario, con un accenno alla riforma del cosiddetto “bail in”. Degna di nota appare anche la presa di posizione “accentratrice” nei confronti di Banca Monte dei Paschi di Siena, con interventi diretti del governo nella definizione della mission aziendale e degli obiettivi dell’istituto di credito. Si promuove quindi la netta separazione, anche sul fronte delle competenze di sorveglianza, tra banca di credito al pubblico e la banca d’investimento e viene infine fatto un accenno alla promozione del fintech.

Ecco il testo integrale del punto 5 del programma:

È necessario prevedere una “Banca” per gli investimenti, lo sviluppo dell’economia e delle imprese italiane utilizzando le strutture e le risorse già esistenti. La “Banca”, regolata da un’apposita legge, deve usufruire di una esplicita e diretta garanzia dello Stato, con conseguente facilità di reperire risorse per attuare tutte le iniziative che intende intraprendere. Dovrà inoltre agire sotto la supervisione di un organismo di controllo pubblico nel quale siano presenti il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello sviluppo economico. Oltre alla cabina di regia sulla gestione degli strumenti di politica industriale e del credito e dell’innovazione, al fine di evitare sovrapposizioni o, peggio, conflitti tra strumenti nazionali e locali, per una più efficiente allocazione delle risorse finanziarie, la banca svolgerà le attività di: – Attività di secondo livello per le piccole e medie imprese agendo in cofinanziamento con il sistema bancario, soprattutto con le banche di medie e piccole dimensioni radicate sul territorio, a supporto delle PMI; – Finanziamento di iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale; – Export e Project Finance in concorrenza con altri player di mercato; – Credito di aiuto alle imprese italiane che operano nei Paesi in via di sviluppo come investimento ad utilità differita per acquisire posizioni di vantaggio su mercati emergenti; – Gestione del Fondo di Garanzia per le PMI, quale asset strategico di supporto al sistema nazionale del credito e delle garanzie per favorire il risparmio patrimoniale necessario al rispetto dei requisiti sempre più stringenti derivanti dalle normative internazionali sul credito di prossima introduzione; – Innovazione con il fine di perseguire le politiche di indirizzo del Ministero dell’economia e delle finanze.

Il sistema del “bail in” bancario ha provocato la destabilizzazione del credito in Italia con conseguenze negative per le famiglie, che si sono viste espropriare i propri risparmi che supponevano essere investiti in attività sicure. Occorre rivedere radicalmente tali disposizioni per una maggior tutela del risparmio degli italiani secondo quanto afferma la Costituzione. In particolar modo, è necessario responsabilizzare maggiormente sia il management che le autorità di controllo in quanto primi responsabili di eventuali dissesti, anche attraverso l’inasprimento delle pene esistenti per fallimenti dolosi. Per far fronte al risarcimento dei risparmiatori “espropriati” si prevede anche l’utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti. La platea dei risparmiatori che hanno diritto a un risarcimento, anche parziale, deve essere allargata anche ai piccoli azionisti delle banche oggetto di risoluzione.
Occorre ridiscutere i parametri dei protocolli di rating di Basilea che ad oggi creano grave pregiudizio alla sopravvivenza e allo sviluppo del tessuto della micro impresa italiana.

Inoltre, con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio. Sempre a tutela del risparmio e del credito, bisogna andare verso un sistema in cui la banca di credito al pubblico e la banca d’investimento siano separate sia per quanto riguarda la loro tipologia di attività sia per quanto riguarda i livelli di sorveglianza. In materia di recupero forzato dei crediti da parte di banche e società finanziarie, intendiamo sopprimere qualunque norma che consenta di poter agire nei confronti dei cittadini debitori senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Occorre investire per sviluppare l’innovazione tecnologica nella fornitura di servizi e prodotti finanziari (blockchain e FinTech), anche al fine di garantire una maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie.


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