Pir, che affare per reti e consulenti

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di Luca Spoldi 21 Maggio 2018 | 09:58
Analisi su business profittevole per i collocatori

I fondi Pir-compliant, ossia collegati a Piani di risparmio individuale, sono senza dubbio uno dei protagonisti assoluti dell’industria del risparmio gestito italiano, con flussi di raccolta netta che la prima edizione del Pir Monitor di Equita Sim indica pari a 11 miliardi nel 2017 e prevede non inferiori ad altri 9,1 miliardi quest’anno, borse permettendo. Ma quanto rendono ai consulenti finanziari e alle loro mandanti?

AZIONARI, CON I COSTI PIÙ ELEVATI – Secondo alcuni calcoli effettuati da Assogestioni e Morningstar, su questi prodotti lo scorso anno la commissione di gestione media è risultata pari all’1,5%, con spese correnti, pari alla somma di commissioni di gestione e altre spese ricorrenti, dell’1,6% e commissioni d’ingresso del 2,5%. Naturalmente il dato medio nasconde alcune differenze che dipendono dalla tipologia di fondo collegato ai Pir: i
fondi azionari hanno infatti costi più elevati, con commissione di gestione pari in media all’1,74%, spese correnti che salgono all’1,88% e commissioni d’ingresso dell’1,98% che però nascondono casi in cui questa voce può toccare anche il 5,5%.

FLESSIBILI, PIÙ CARI DEI BILANCIATI – I fondi bilanciati (a oggi la categoria più ampia) vedono le tre voci ridursi rispettivamente all’1,33%, all’1,36% e al 2,24%; i fondi flessibili risultano leggermente più cari con commissioni di gestione medie dell’1,55%, spese correnti dell’1,61% e commissioni d’ingresso del 2,3%, mentre i fondi obbligazionari vedono le tre voci scendere all’1,03%, all’1,15% e a solo lo 0,75%. Un caso a parte sono poi i pochi Etf collegati a Pir, che non prevedono costi di ingresso ma solo commissioni di gestione mediamente dello 0,4% e spese correnti pari allo 0,42%.

I MARGINI SI RIDURRANNO – Secondo un’indagine Mediobanca, che però non tiene conto dei costi di distribuzione
e dunque sottostima il dato finale, il costo medio addebitato agli investitori era pari a fine 2016 all’1,2%, ovvero al 2,2%per gli azionari, all’1,5% per i bilanciati, all’1,4% per i flessibili e all’1,2% per gli obbligazionari. Quindi i fondi Pir-compliant sono un buon affare per le mandanti e verosimilmente anche per i loro consulenti finanziari. La decisione di alcune case come Banca Mediolanum di limare le commissioni d’ingresso dal 4,2% al 3% massimo e la possibilità per gli investitori di non sopportare alcuna commissione d’ingresso passando per piattaforme online, come nel
caso di Online Sim o  AcomeA Sgr, dovrebbe peraltro ridurre la marginalità di tali prodotti, diminuendo col tempo la loro appetibilità in termini di pura attività di collocamento.

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