Bim boccia il prezzo dell’opa

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 22 Maggio 2018 | 08:38
Decisione unanime del consiglio. Che coopta Colafrancesco (ex Fideuram Ispb) con deleghe

Il consiglio d’amministrazione di Banca Intermobiliare (Bim) ha ritenuto non congruo il corrispettivo dell’Opa obbligatoria totalitaria promossa da Attestor Capital tramite Trinity Investments Designated Activity Company. Lo dice una nota di ieri sera dell’istituto torinese di private banking spiegando che la decisione di non congruità da un punto di vista finanziario dell’offerta, presa all’unanimità dal cda, è sostenuta dalla fairness opinion dell’esperto indipendente Kpmg, e dal parere degli amministratori indipendenti insieme a quello dell’esperto indipendente Paolo Gualtieri. Attestor, che ha rilevato il 68,8% di Bim dalla liquidazione di Veneto Banca, ha lanciato un’Opa obbligatoria sulla quota non posseduta allo stesso prezzo di 0,22411 euro per azione. L’accordo per il passaggio del controllo preve inoltre un eventuale e differito earn-out in base a risultati futuri che può portare il prezzo dell’Opa per azione complessivo, sommando quello base e quello variabile differito, fino ad un massimo 0,89244 euro, da pagare nel 2022.

Il consiglio di Bim ha inoltre nominato Matteo Colafrancesco, ex presidente di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking e attuale presidente di Sanpaolo Invest, nuovo consigliere con incarichi, in sostituzione del consigliere dimissionario Matteo Zingaretti. La nomina di Colafrancesco rappresenta la volontà del rinnovato consiglio di procedere con determinazione nel progetto di crescita e sviluppo di BIM. Questa scelta permetterà a Bim di consolidare la nuova fase di sviluppo della Banca che farà perno su un modello di consulenza evoluta con servizi di private banking altamente personalizzati ed esclusivi e di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento come soggetto di riferimento per i clienti High Net Worth Individuals. Inoltre, il business plan e il piano di rilancio di BIM annunciati dal nuovo socio di controllo Attestor Capital, che prevedono sin da ora un rafforzamento patrimoniale per complessivi 121 milioni di euro e il deconsolidamento dell’intero portafoglio di attività deteriorate, contribuiranno a portare la banca verso un modello a basso assorbimento di capitale e a garantirle uno stato di rafforzata solidità e liquidità.

“Sono felice – ha detto Colafrancesco – di affrontare questa nuova e affascinante sfida. L’obiettivo è quello di contribuire a consolidare la nuova fase di sviluppo della banca che farà perno su un modello di consulenza evoluta con servizi di private banking altamente personalizzati ed esclusivi e di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento come soggetto di riferimento per i clienti High Net Worth Individuals.”

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