Azimut, Giuliani: “Credono in noi”

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 5 Giugno 2018 | 18:37
Il presidente a Bluerating.com: “molti cf e banker di tutto il mondo, delle società nostre partner, hanno sottoscritto azioni”. Lock up fino a 65 anni. Il ruolo di Peninsula.

“Consulenti finanziari e banker di tutto il mondo mettendo mano ai loro portafogli hanno sottoscritto un patto di sindacato italiano di un’azienda italiana. E’ una delle cose più importanti avvenuta nella storia di Azimut e un unicum anche nello scenario finanziario del nostro Paese”. Pietro Giuliani (nella foto) commenta con bluerating.com la chiusura dell’operazione da 75 milioni di euro (vedi notizia) che ha visto 1.206 aderenti al patto di sindacato di Timone Fiduciaria (qui la notizia) comprare titoli pari al 5% della rete di cf e private banker per arrivare al 22%.

“Tre anni fa a maggio vendemmo, io compreso – spiega Giuliani – il 7% delle azioni: avevamo il 22% del patto. Vendemmo perché i fondatori rappresentavano meno del 25% delle aum e meno del 10% della raccolta. Era giusto cambiare i pesi nel patto e tutti noi vendemmo con fortuna poiché il titolo azimut quotava 28 euro”. “Siamo statti fortunati allora – aggiunge – e lo siamo stati anche oggi comprando a circa 14 euro: ma io, che allora incassai netti circa 30 milioni, oggi 26 li ho reinvestiti in Azimut”. “In quel 22% ci sono i denari anche e soprattutto di nuovi cf e banker del gruppo, che arrivano non solo dall’Italia ma da tutto il mondo, e che lavorano nelle società nostre partner: gente che ha accettato di sottoscrivere un lock up sui loro titoli fino al 65esimo anno di età. Roba che in Italia non s’è mai vista. Da qui traggo certezza dei successi futuri di Azimut”.

E il nuovo socio, il fondo Peninsula Capital, lo stesso che recentemente ha acquistato il 13% di Ntv? “Abbiamo ricevuto molte richieste di entrare nel patto – aggiunge il presidente di Azimut -. Li abbiamo scelti perché sono risultati i più smart: il loro è un puro investimento finanziario: hanno sborsato circa 60 milioni per il 2,8%, sottoposto a lock up, il loro manager Nicola Colavito entrerà nel direttivo del patto e un loro rappresentante quale consigliere indipendente nel board di Azimut”. Infine un dettaglio: il finanziamento di 50 milioni a Timone Fiduciaria per l’acquisto delle azioni è stato erogato da Banca di Valsabbina.

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