Consulenti, tutti i numeri della passione per gli Etf

A
A
A

La rilevazione di Finer evidenzia la grande crescita di gradimento per questo strumento finanziario nell’ultimo triennio da parte dei cf abilitati all’offerta fuori sede.

Marco Muffato di Marco Muffato15 giugno 2018 | 10:52

In soli tre anni la rivoluzione silenziosa degli Etf si sta compiendo. Da strumento finanziario periferico a (quasi) centrale all’interno delle asset allocation dei cf. Come spiega la ricerca Cf Explorer, presentata all’IT Forum di Rimini ed effettuata da Finer su un campione di 1.917 consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede più 119 consulenti indipendenti (ora autonomi). “I cf che hanno utilizzato o utilizzano Etf nei portafogli dei loro clienti sono passati dal 41% del 2015 al 79% del 2018. Tre anni fa il professionista utilizzava mediamente una o due società di Etf oggi ne utilizzata da tre a otto società diverse”, ha spiegato il founder e ceo Nicola Ronchetti (nella foto a destra).Un uso massiccio dunque anche se non ancora paragonabile a quello dei consulenti indipendenti che inseriscono Etf addirittura nel 95% dei portafogli della clientela. Ma quali sono i fattori che hanno convinto gli ex promotori finanziari a convertirsi in parte agli strumenti passivi? “Se nel 2015 le motivazioni erano quelle della gestione della liquidità dei clienti (62%), l’accesso a un grande numero di sottostanti (41%) e le caratteristiche di strumento adatto per l’advisory (75%)”, ha affermato Ronchetti, “oggi le ragioni del maggiore utilizzo sono dovute soprattutto a un ottimo rapporto costo qualità (95%), alla trasparenza e chiarezza dei costi (52%), performance superiore a certi fondi attivi molto più costosi (37%)”. Il favore per gli Etf dei consulenti indipendenti è dovuto invece nel 93% dei casi all’essere uno strumento per l’advisory con un ottimo rapporto costo qualità (93%) e per la trasparenza dei costi (69%). Aggiungiamo che il 66% dei consulenti finanziari dichiara che utilizzerà Etf in futuro e che per il 57% a suo giudizio diventerà una parte core nell’ambito dei portafogli dei propri assistiti. Dati così lusinghieri non potevano lasciare indifferenti i maggiori protagonisti del mercato degli Etf, come hanno spiegato nel corso della tavola rotonda “Etf revolution. Utilizzare gli Etf per costruire portafogli efficienti”Emanuele Bellingeri (nella foto a sinistra), head of Ishares, la società specializzata sugli Etf del gruppo BlackRock, e Sergio Trezzi (nella foto in basso a destra), managing director di Invesco. “Il dato è molto positivo per chi come noi ha lavorato tanto con la distribuzione”, ha commentato Bellingeri. “Ma per la centralità degli Etf nei portafogli dei clienti bisognerà attendere l’affermazione della consulenza fee only, così com’è avvenuto sul mercato statunitense”.  “Sono dati che non mi sorprendono”, ha aggiunto Trezzi, “era naturale vedere una crescita di questo strumento tra i clienti e di utilizzo da parte dei consulenti finanziari. Quello che colpisce è la magnitudo della crescita ma il trend era quello.  Il nostro è un mercato molto concentrato con un numero esiguo di operatori, soprattutto se paragonato a quello tradizionale dei fondi comuni. E rimarrà tale perché le barriere all’ingresso sono elevate”.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Bellingeri lascia iShares per Credit Suisse

Etf e fondi hedge vanno a braccetto

Bellingeri (iShares): “ Mifid 2 e i vantaggi delle gestioni patrimoniali in Etf”

Ti può anche interessare

Rendiconti Mifid 2, l’Esma ha già risposto in realtà…

Siamo sicuri che serva un nuovo chiarimento? ...

J’accuse Anasf, Riva: “No individualismo, ora facciamo squadra”

Il componente del comitato esecutivo offre il suo contributo al dibattito generato dall’atto di ac ...

Dossier Commerzbank, saluta anche Ing

Anche gli olandesi di Ing si sfilano da una possibile fusione con la tedesca Commerzbank. I fitti co ...