Il portafoglio per il consulente in vacanza

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Come si fa a godersi il meritato riposo in tranquillità?

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti13 luglio 2018 | 09:01

L’estate si sta avvicinando e anche per il mondo della consulenza finanziaria si avvicina il periodo delle vacanze. Se per i professionisti che si appoggiano al mondo bancario la gestione della propria assenza può essere facilitata dai servizi e dall’assistenza messi a disposizione dalla mandante, la vicenda si complica non poco quando un consulente autonomo deve organizzare il tutto da sé. Come si fa a godersi il meritato riposo in tranquillità? Come sistemare le asset allocation dei clienti in modo che possano essere stabili nel caso in cui si verificassero turbolenze di mercato e noi non fossimo presenti tutto il giorno in ufficio?

Per risolvere questi dubbi ci siamo rivolti all’esperienza Luca Mainò, membro del direttivo di Nafop, riferimento associativo per questa categoria professionale: “Da un 2017 a bassa volatilità, si è passati a diverse tensioni, sia sul lato equity, sia su quello dei bond: problematiche di natura economico-finanziaria ma anche geopolitica e i prossimi mesi sembrano indicare che anche per i prossimi trimestri occorrerà confrontarsi con mercati caratterizzati da alti e bassi”.

Una normalità verrebbe da dire, ma che si può affrontare cercando comunque di strutturare i portafogli per contenere i rischi di volatilità quando, per forza di cose, si è meno disponibili per cliente. “Un primo step” prosegue Mainò “può essere quello di ridurre le componenti più rischiose dell’asset class azionaria, preferendo al contempo esposizioni diversificate a livello globale o puntando su mercati maturi. Se invece puntiamo a esposizioni su singole aree geografiche, sono consigliabili, in una logica prudenziale, gli investimenti nel mercato azionario americano (S&P 500), un paniere maturo e caratterizzato ancora da buoni fondamentali delle aziende sottostanti. Da sottopesare, in coerenza con questa valutazione, l’Europa (rischi relativi alle relazioni commerciali con gli USA), gli emergenti (potenzialmente danneggiati dai rialzi della Fed) e l’Italia, troppo condizionata dagli eventi politici. A livello obbligazionario e valutario, un porto sicuro è quello rappresentato dai Treasury americani: in caso di bufera sui mercati possono offrire una sponda per compensare altri rischi di portafoglio. Inoltre, il Dollaro rappresenta ancora una sorta di rifugio in periodi volatili. Poco rischiosi ma anche poco appetibili i Bund tedeschi, meglio a questo punto prevedere una buona dose di liquidità (conti depositi o il cash), evitando però i fondi monetari: costosi, non remunerativi e, come l’ultima fase di mercato ha mostrato, non immuni al rischio Italia. Una piccola quota in metalli preziosi (oro e argento) potrebbe non essere una cattiva idea”. Insomma d’estate potrebbe essere saggio alleggerirsi sul fronte del rischio; perché scottarsi in spiaggia ci può stare, ma meglio non farlo sui mercati.


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