Un appello a Di Maio per parlare anche di consulenza

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Federpromm chiede al neo Ministro del lavoro e dello Sviluppo economico, On.le Di Maio un incontro sulle problematiche di tutto il settore dell’intermediazione finanziaria

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti17 luglio 2018 | 10:06

Federpromm (affiliata Uiltucs) ha ritenuto di chiedere un incontro al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, On.le Di Maio, per poter individuare un percorso omogeneo che – alla luce della recente normativa (Mifid 2) – possa razionalizzare tutto il settore dell’intermediazione finanziaria con una proposta di un “accordo economico collettivo” delle principali figure professionali: consulenti finanziari, agenti in attività finanziaria e consulenti assicurativi. Qui di seguito riportiamo la lettera integrale, firmata dal presidente Manlio Marucci.

Gentile Presidente, desidero, in primis, esprimerLe il mio apprezzamento e quello dell’organizzazione che rappresento per il lavoro svolto e che sta svolgendo in questo iniziale periodo di governo, andando a lavorare su problematiche paradossalmente note alla pubblica opinione del Paese ma su cui nessuno finora ha mai ritenuto opportuno agire in maniera concreta. In questo scenario di governo del “cambiamento”, vorrei richiamare la Sua attenzione sulle tematiche relative alle categorie professionali da noi rappresentate (consulenti finanziari, agenti in attività finanziaria, operatori assicurativi) che nell’attuale periodo di incertezza economica hanno assunto una specifica rilevanza nella gestione e tutela del risparmio delle famiglie italiane, nell’ottica di una migliore trasparenza del mercato e dell’educazione finanziaria. In merito – proprio per il ruolo sociale che rivestono tali figure professionali che contano un universo di oltre 150mila unità – vorrei poterLe illustrare la situazione di precarietà, “a livello contrattuale”, derivante dal rapporto di lavoro vigente di tali operatori con il sistema bancario e con gli intermediari finanziari e assicurativi per il quale operano in situazioni di grande difficoltà nella ricerca continua di nuovi clienti, con politiche commerciali aggressive e con l’incombente prospettiva di perdere, in poco tempo, quanto costruito negli anni. A ciò aggiungasi l’aspetto previdenziale in capo a queste figure che prevede l’obbligo della doppia e a volte anche tripla previdenza (Inps gestione ordinaria, gestione separata ed Enasarco).

In questo difficile scenario, Federpromm (affiliata alla Uiltucs-Uil) da anni si è sempre battuta per dare dignità ad un lavoro di consulenza finanziaria e/o assicurativa e previdenziale che mettesse in primo piano il risparmio delle famiglie e valorizzasse il lavoro svolto da tanti operatori con professionalità ed onestà. Attualmente è pertanto più che mai necessario – anche per una interdipendenza funzionale di controllo e vigilanza in questi ambiti – affrontare in termini contrattuali, con le varie controparti, un razionale “accordo economico collettivo” che metta fine alle differenziazioni esistenti tra i vari settori del mondo finanziario, creditizio ed assicurativo. Il tutto nell’ottica primaria dell’art.47 della nostra Carta Costituzionale. Le sarei pertanto molto grato se vorrà concedere un incontro alla organizzazione che rappresento per meglio illustrarLe le tematiche sopra accennate e per cominciare ad individuare un più mirato percorso per queste figure professionali. RingraziandoLa per l’attenzione, riceva i migliori auguri per il buon lavoro che sta facendo. I migliori saluti.

 


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