Formazione obbligatoria sconosciuta

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di Marco Muffato 19 Luglio 2018 | 09:13
Per Catricalà troppe carenze nell’aggiornamento professionale di agenti e mediatori creditizi

Una comunicazione al mercato per chiedere maggior rispetto delle disposizioni sulla formazione professionale. L’ha deliberata l’Oam, l’Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi presieduto da Antonio Catricalà (nella foto), che ha anche varato alcune modifiche alle circolari vigenti in materia.

Tutte le criticità Nella Comunicazione numero 18/18 l’Organismo evidenzia che nel corso dell’attività ispettiva sono emerse numerose criticità
relative al rispetto dell’obbligo di formazione professionale: dalla mancata frequentazione di materie obbligatorie, all’assenza, negli attestati, dei nominativi dei docenti e della sottoscrizione dell’Ente formatore, alla carenza di indicazione dell’esito positivo del test finale, fino alla presenza di materie non conformi a quelle indicate e alla mancata indicazione delle ore di aggiornamento svolte. L’Oam ricorda che gli iscritti negli elenchi sono tenuti, sotto la propria responsabilità, a verificare e garantire, anche per i propri dipendenti, collaboratori e soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione, la qualità dell’aggiornamento professionale, il possesso dei requisiti richiesti da parte dei soggetti formatori e la conformità degli attestati alle disposizioni vigenti. L’Organismo proseguirà nell’azione di vigilanza non escludendo eventuali procedure sanzionatorie.

Tetto di ore Quanto alle modifiche alla Circolare n. 19/14, sono state aumentate da 10 a 15 le ore di formazione che gli iscritti Oam possono effettuare mediante corsi obbligatori previsti per altri albi, elenchi o registri (per esempio corsi di aggiornamento professionale Ivass). La modifica entrerà in vigore dal 1 gennaio 2019. Viene inoltre previsto che l’obbligo di formazione biennale decorre dal primo gennaio successivo alla data di iscrizione, inclusa l’iscrizione “con lo stato di non operativo” e si chiarisce, in linea con la contestuale comunicazione al mercato, che i soggetti tenuti all’aggiornamento professionale devono produrre attestazioni conformi ai requisiti minimi richiesti, proprio per prevenire la produzione di attestati incompleti.

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