La virata sulla consulenza di Mediobanca

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Wealth Management e CheBanca! al centro degli obiettivi di sviluppo del gruppo

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti1 agosto 2018 | 09:34

In seguito alla comunicazione dei risultati semestrali di Mediobanca, il gruppo ha voluto evidenziare sul fronte dei risultati divisionali, l’ottima performance del segmento dedicato al wealth management. Nell’esercizio accelera la costruzione della piattaforma wealth management a seguito di una forte crescita organica (derivante dal potenziamento della distribuzione) e dell’ampliamento del perimetro di consolidamento a seguito delle recenti acquisizioni (ramo Barclays, consolidamento integrale Banca Esperia, recente ingresso di RAM). Ciò si è riflesso nella crescita delle masse e dei ricavi. Gli attivi gestiti/amministrati salgono a €37,3mld, in crescita di €7,3mld nei dodici mesi per la ripresa della crescita organica (€4,7mld di Net New Money, di cui circa €3,3mld di AUM/AUA) ed il consolidamento delle acquisizioni (€4,1mld di RAM). Le masse sono ripartite tra Private Banking (€28,9mld contro €22,9mld) ed Affluent & Premier (oltre €8,4mld contro €7,1mld). I ricavi salgono del 14,5% a €526m (contro €459,5m) trainati dalle commissioni (€258,7m, +27,4%), che rappresentano a fine giugno oltre il 40% delle commissioni di Gruppo. I ricavi risultano ben diversificati per: segmento di clientela (55% Affluent – 45% Private); fonte di reddito: circa 50% da margine di interesse (€255,2m, +4,5%) e 50% da commissioni (€258,7m, +27,4%). Le commissioni sono all’80% ricorrenti (management e banking fees). L’utile sale a €69,2m (da €55m) cui corrisponde un ROAC del 13%. Sempre in tema di wealth management, il Ceo Alberto Nagel (nella foto) durante la conference call con i giornalisti seguita alla pubblicazione dei risultati, si è così espresso (ripreso da Reuters), aprendo la porta a possibili acquisizioni future: “Ci aspettiamo che questa fase di espansione sia l’inizio di una traiettoria che durerà diversi anni.

Buoni risultati anche sul fronte dei servizi di consulenza finanziaria, dove prende slancio l’attività di CheBanca!, “The Human Digital Bank” per la clientela affluent di oggi e di domani. Nell’esercizio 2017/18, coerentemente con le linee guida del Piano, CheBanca! ha:

potenziato il franchise ed il portafoglio prodotti: è proseguito lo sviluppo del CRM; sono state integrate le attività acquisite da Barclays in Italia ottimizzando la rete distributiva e rilanciando l’attività commerciale; è stata avviata una nuova rete di consulenti finanziari: nell’ultimo anno la rete ha raggiunto i 226 consulenti (da 65 a giugno 2017) – collocati in 46 uffici; è stato avviato il potenziamento della rete distributiva proprietaria con l’inserimento di nuove figure commerciali (per un totale di oltre 400 gestori affluent/wealth); è aumentata la base di clienti, oggi pari a 807mila, con un’acquisizione mensile lorda di oltre 6.000 teste di cui oltre il 30% tramite canali digitali; è stato completato il portafoglio prodotti e rafforzata la piattaforma investimenti “openguided”, avvalendosi delle principali case di investimento internazionali nonché dei servizi di asset allocation e di gestione di Mediobanca SGR;

aumentato le masse della clientela (TFA +11% a €22,6mld e mutui +8% a €8mld): le TFA hanno raggiunto i €22,6mld, in crescita del 11% rispetto a giugno 2017, con un aumento della componente gestita (AUM a €6,3mld +19% a/a), amministrata (AUA €2,1mld +20% a/a) e dei depositi (a €14,2mld +6% a/a). La raccolta netta (NNM) è stata pari a €2,2mld (di cui €1mld gestita, €0,4mld amministrata, €0,8mld diretta); quest’ultima vede un aumento della componente transazionale più fidelizzante (€7,5mld i conti correnti e i prodotti transazionali) e una stabilità del conto deposito. La crescita delle masse deriva da un equilibrato apporto dei principali canali distributivi:
rete proprietaria: €0,8mld di NNM. Le masse TFA facenti capo al canale proprietario sono pari a €20,9mld, suddivise in €7,3mld di AUM/AUA e €13,6mld di depositi;
consulenti finanziari: €1,4mld di NNM. Le masse TFA facenti capo a consulenti finanziari raggiungono nel loro primo anno €1,7mld, suddivise in €1,1mld di AUM/AUA e €0,6mld di depositi. I mutui ipotecari salgono da €7,5 a €8,1mld con un erogato di €1,6mld (+28,5% da 1,2mld). La qualità dell’attivo si mantiene su ottimi livelli: le deteriorate lorde flettono da €346,1m a €332,1m con un’incidenza del 4% (4,5%); su base netta diminuiscono da €180,6m a €155,1m e rappresentano l’1,9% degli impieghi netti con un tasso di copertura del 53,3% (47,8%). Le sofferenze nette sono pari a €92,7m (1,1% degli impieghi netti) coperte al 60,9% (56,4%).

migliorato la redditività (ROAC all’8,4%), aumentando i ricavi del 7% (a €293m) e raddoppiando il risultato operativo a €41m. In dettaglio il conto economico mostra la seguente evoluzione:
i ricavi aumentano del 6,5% (da €274,6m a €292,5m) in particolare grazie alla crescita delle commissioni (+15,7%; da €68,9m a €79,7m);
si riducono i costi di struttura (-0,7%, da €237m a €235,3m) che tuttavia a perimetro omogeneo, mostrerebbero un calo del 6,9% per effetto delle sinergie rivenienti dalla fusione ed integrazione del ramo Barclays;
le rettifiche su crediti flettono da €19,4m a €16,5m per il miglioramento del rischio sui mutui ipotecari e per l’avvio dell’utilizzo dei modelli interni;
l’utile netto si attesta a €27,7m, in crescita rispetto ai €26,9m dello scorso anno che incorporavano, però, un provento straordinario di €15,2m.

Più in generale l’esercizio al 30 giugno chiude con un utile netto di €863,9m, in aumento del 15,2% rispetto allo scorso anno (€750,2m), raggiungendo il massimo livello storico di ricavi (oltre €2,4mld) e risultato operativo (€1.057,2m). Tale performance riflette il positivo andamento di tutte le divisioni ed in particolare del Credito al Consumo ed il progressivo consolidamento del Wealth Management ; la solidità patrimoniale si rafforza ulteriormente con il Common Equity Tier1 Ratio (CET14) che passa dal 13,3% al 14,2% (Total Capital al 18,1%) anche per effetto dell’introduzione, a partire dal marzo scorso, dei modelli interni per il calcolo degli RWA sui portafogli CIB-large corporate (con un beneficio complessivo di circa 140bps) Il risultato operativo, post rettifiche su crediti, cresce nell’esercizio del 23,6% (da €855,2m a €1.057,2m, raggiungendo con un anno di anticipo il target di €1mld posto dal Piano 16-19) con ricavi in aumento del 10,2% (da €2.195,6m a €2.419,3m).


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