Consulenti, linee guida d’autunno

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di Matteo Chiamenti 14 Agosto 2018 | 09:46
Da Esma le indicazioni su Mifid 2

Il 28 maggio Esma ha pubblicato le linee guida sulla valutazione di adeguatezza nella Mifid 2, indicazioni che prendono il posto delle precedenti, datate 2012. La pubblicazione del documento finale segue un processo di consultazione, avviato il 13 luglio 2017, in cui sono state ricevute 53 risposte da parte di diversi stakeholder europei, associazioni di categoria comprese. Per cercare di comprendere al meglio quali siano i temi chiave evidenziati dall’autorità abbiamo chiesto aiuto a Massimo Scolari (nella foto), presidente di Ascosim, associazione nazionale delle società di consulenza finanziaria.

Quali sono le maggiori novità contenute nelle linee guida?
Gli elementi a mio avviso più significativi riguardano appunto gli approfondimenti in merito all’applicazione di alcune norme contenute in Mifid 2: si pensi per esempio all’obbligo di valutare, prima di effettuare raccomandazioni d’investimento alla clientela retail, i costi e il livello di complessità di prodotti finanziari equivalenti; oppure alla norma che prevede l’obbligo di analizzare i costi e i benefici delle operazioni di switch di portafoglio. Si tratta di innovazioni presenti nella direttiva per le quali Esma ha voluto fornire utili indicazioni di carattere applicativo. Un ulteriore elemento di novità riguarda le raccomandazioni che vengono rivolte alle imprese d’investimento che svolgono servizi di consulenza o gestione con modalità digitale e automatizzata, i robo advisor. Su questo tema Esma ha introdotto alcune linee guida specifiche che riguardano questa tipologia di operatori. Infine, coerentemente con i programmi della Commissione Europea, è stato posto l’accento sulla necessità di raccogliere informazioni ai fini della valutazione di adeguatezza anche sulle preferenze degli investitori in tema di investimenti responsabili Esg.

È prevedibile un forte impatto sulle procedure e sui sistemi informatici degli intermediari?
Per alcuni aspetti non rappresentano una novità assoluta rispetto a quelle del 2012. Quindi gli intermediari che avevano allora attuato i necessari adeguamenti non dovrebbero evidenziare impatti significativi. Per altri elementi del processo di valutazione di adeguatezza gli interventi sulle procedure saranno più sostanziali, come sui temi già accennati dei prodotti equivalenti, degli switch e delle registrazioni.

Quando entreranno in vigore le nuove indicazioni?
Il processo prevede, dopo la pubblicazione del rapporto finale in lingua inglese, la pubblicazione sul sito dell’Esma del documento tradotto nelle lingue nazionali. Da quel momento le autorità competenti nazionali, in Italia la Consob, hanno 60 giorni di tempo per deliberare la conformità alle linee guida che diventano a quel punto pienamente operative e quindi da osservare da parte degli intermediari italiani. È prevedibile quindi che l’effettiva entrata in vigore avverrà nei mesi autunnali

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