Ubs non ha paura dello yuan

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Lo yuan cinese appare vulnerabile, ma non rappresenta ancora un problema di dimensioni globali

Avatar di Redazione16 agosto 2018 | 15:30

Il ribasso dello yuan deve preoccupare? La risposta è no, o meglio non ancora, secondo Mark Haefele, Global Chief Investment Officer di UBS. Più nel dettaglio. Lo yuan cinese appare vulnerabile, ma non rappresenta ancora un problema di dimensioni globali. Vediamo nel dettaglio un estratto dalla sua ultima view.

“Abbiamo rivisto le nostre previsioni per lo yuan e ora ci aspettiamo che scenda a 7.00 contro il dollaro in un orizzonte di 3, 6 e 12 mesi. Stando agli ultimi dati, nel primo semestre la Cina ha registrato un deficit delle partite correnti per la prima volta da 20 anni, mentre il suo vantaggio in termini di tassi d’interesse a breve scadenza rispetto agli Stati Uniti è diminuito ulteriormente, scendendo a 55 punti base dai 320 di inizio anno. Uno yuan più debole può compensare in parte l’impatto dell’aumento dei dazi americani. A nostro avviso, però, Pechino cercherà di evitare che il deprezzamento valutario raggiunga un livello tale da scatenare le ire di Trump e innescare una fuga disordinata di capitali. Non ci aspettiamo quindi che la svalutazione della moneta cinese faccia accelerare o deragliare i mercati globali”.


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