Scolari (Ascosim): “Ecco quanto costa essere indipendenti”

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Il presidente dell’associazione delle società di consulenza finanziari fa una stima precisa dei costi iniziali e fissi per svolgere l’attività come Scf e come consulente autonomo. Per il singolo professionista meno oneri economici (e quindi più guadagni) se lavora per una Scf.

Marco Muffato di Marco Muffato12 settembre 2018 | 10:09

Quanto costa realizzare una Scf o svolgere l’attività da consulente finanziario autonomo? e quali sono gli oneri fissi? A queste domande risponde con grande precisione Massimo Scolari (nella foto), presidente di Ascosim, l’associazione delle società di consulenza finanziaria.

Scolari, con l’avvio delle sezioni dell’Albo dei Consulenti finanziari dedicate ai consulenti autonomi e alle società di consulenza finanziari, numerosi professionisti si pongono domande in merito ai costi che si dovrebbero sostenere per avviare una società di consulenza finanziaria o per esercitare l’attività di consulente autonomo. Avete svolto, come Ascosim, qualche riflessione a proposito?
Abbiamo provato ad effettuare un esercizio di stima, con tutte le dovute cautele, per fornire alcuni parametri economici che possono essere utili a coloro che intendono avviare la professione. Ogni esercizio di stima necessità di numerose ipotesi semplificatrici. Abbiamo cercato di ragionare su numeri realistici e basati sull’esperienza concreta basata sulle evidenze di mercato. Naturalmente si tratta di stime e come tali possono essere contraddette in singole realtà che presentano situazioni specifiche e caratteristiche.

Quali costi iniziali sarebbero da preventivare?
Abbiamo suddiviso la stima economica tra costi iniziali dovuti all’impianto dell’attività e costi fissi ricorrenti che attengono alla normale operatività della Scf o del consulente autonomo. Il costo di impianto per una Scf si potrebbe commisurare intorno a 48 mila euro mentre il consulente autonomo si dovrebbe attendere un investimento pari a 26 mila euro.

Per quanto riguarda il costi operativi ricorrenti quali valutazioni avete svolto?
La stima dei costi operativi fissi annui nei primi anni di vita di una Scf o di un consulente autonomo, effettuata esaminando 21 voci di spesa, secondo le nostre valutazioni potrebbero essere rispettivamente pari a circa 138 mila euro e 52 mila euro. I costi fissi escludono i compensi ai consulenti finanziari associati alla Scf o il compenso del consulente finanziario che sono per loro natura variabili in funzione dei proventi dell’attività di consulenza. Il dettaglio delle stime dei costi fissi è disponibile su richiesta.

Da queste stime si può dedurre un livello di breakeven per l’attività di una Scf o di un consulente autonomo?
Il livello minimo di patrimonio sotto consulenza (Aua, n.d.r.) che assicura, sulla base di commissioni di consulenza pari a 0,7% annuo, la copertura dei costi unitari fissi per un consulente autonomo si commisura in 7,5 milioni di euro. Per una Scf tale importo è pari a 20 milioni di euro. Seguendo un approccio alternativo per la determinazione del break-even, cioè assumendo che il totale dei costi fissi correnti non debba essere superiore allo 0,25% del patrimonio sotto consulenza, si può identificare un livello di break-even (sostenibile in quanto consente una normale remunerazione ai consulenti) in termini di Asset underadvice pari a 55 milioni per una Scf e a 20 milioni per un consulente autonomo.

Nell’ambito dei costi operativi avete anche stimato l’impatto della regolamentazione e della vigilanza dell’Ocf?
Tra i costi fissi operativi abbiamo enucleato una stima dell’importo sostenuto per far fronte alla nuova regolamentazione alla quale sono sottoposti i consulenti indipendenti. Il Regulatory Cost per le Scf può essere valutato nell’intorno di 38 mila euro su base annua; per i consulenti autonomi si giunge invece ad una stima di 14 mila euro. Per entrambe le categorie l’impatto del Regulatory Cost sul totale dei costi operativi incide per il 27-28% circa.

Dovendo scegliere tra consulente autonomo e Scf, avete evidenziato l’impatto dell’economia di scala?
Le stime dei costi relative alle due categorie di soggetti indipendenti consente di formulare alcune ipotesi sulla relativa convenienza di svolgere l’attività individualmente oppure associandosi in una Scf. A parità di altri fattori si evidenzia che una società di consulenza inizia a beneficiare di economia di scala quando almeno 3 consulenti vi partecipano. Il valore dei costi fissi sostenuti da ciascun consulente è infatti dell’11% più basso di quanto sopportato dal consulente autonomo che agisce individualmente. Le economie di scala ovviamente si accrescono ulteriormente in funzione del numero di consulenti finanziari partecipanti.

Sulla base delle vostre ipotesi, si può giungere ad una valutazione del reddito dei consulenti indipendenti?
Le stime sul reddito dei consulenti autonomi e dei consulenti che partecipano ad una Scf è fortemente influenzato dalle ipotesi relativa alle commissioni di consulenza applicate ai clienti e al valore del patrimonio sotto consulenza. Sulla base di alcune evidenze di mercato abbiamo supposto una commissione di consulenza media pari allo 0,70% e un patrimonio sotto consulenza di 15 milioni per ciascun consulente.Il reddito lordo annuo per il consulente autonomo sarebbe pari a 53 mila euro; per i consulenti che partecipano a una Scf il livello di remunerazione unitaria sarebbe più elevato grazie alle economia di scala e al minore impatto dei costi fissi. Nel caso di una Scf formata da 5 consulenti finanziari, il reddito annuo lordo sarebbe pari a 77 mila euro per ciascun consulente.


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