J’accuse Anasf, Riva: “No individualismo, ora facciamo squadra”

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Il componente del comitato esecutivo offre il suo contributo al dibattito generato dall’atto di accusa del consulente finanziario Alessio Cardinale nei confronti dell’associazione di categoria presieduta da Maurizio Bufi.

Marco Muffato di Marco Muffato21 settembre 2018 | 08:30

Il j’accuse del consulente finanziario Alessio Cardinale nei confronti dell’Anasf (leggi qui) e la risposta argomentata del presidente dell’associazione Maurizio Bufi (leggi qui), continuano a fare discutere. Dopo gli interventi sul tema di Manlio Marucci, segretario generale di Federpromm (leggi qui), e di Giuseppe G. Santorsola, professore ordinario di asset management, corporate finance e corporate & investment banking dell’Università Parthenope di Napoli (leggi qui), è la volta di Ferruccio Riva (nella foto), responsabile area tutele e ricambio generazionale nonché componente del Comitato esecutivo di Anasf, a offrire il suo punto di vista sui nodi sollevati dall’intervento di Cardinale. L’intervento completo di Riva sarà riportato sul numero di novembre di Bluerating.

La parola a Riva. Mi sento personalmente tirato in ballo dal j’accuse del collega Alessio Cardinale, oltre la giusta risposta di rappresentanza data dal Presidente Bufi. Il perché è presto detto: sono stato l’estensore, con Alfonso Tacchini (e l’aiuto di Sonia Ciccolella), del Contratto europeo di consulenza finanziaria (…). Definire una Direttiva europea “calata dall’alto” equivale a qualificare qualsiasi legge domestica non di iniziativa popolare ingiusta. Al contrario la sperata certezza in una norma sovranazionale rappresenta, se ben gestita, una grande opportunità. Era naturale che si giungesse a due capisaldi di Mifid 2: la trasparenza e la product governance. La seconda serve a incidere sulla qualità di tutti i processi produttivi e distributivi, la prima sulla comprensibilità e correttezza delle prestazioni. Avviene in ogni settore. La domanda è: l’industria è pronta non semplicemente ad applicare, ma a recepirne i principi? Il fatto che i soggetti minacciati come vittime potenziali, dal punto di vista economico, siano i consulenti finanziari, in ultima analisi coloro che mettono il proprio operato e la propria faccia sul mercato, direbbe di no. Ma, come affermerebbe Charles Darwin se fosse tra noi, l’evoluzione non può essere fermata. (…) Resta un fatto. Ci crediate o no, se non avessimo opportunamente presidiato l’area delle consultazioni europee e italiane, oggi avremmo meno sorrisi e qualche lacrima in più. L’azione è costante, intensa, difficile e su molti fronti. Dobbiamo imparare, noi splendidi individualisti, a fare veramente squadra per essere effettivamente rappresentativi. E secondo me, per questo l’Anasf è il posto giusto.


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