Salasso da 4 mld su banche e polizze

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Interventi fiscali a carico degli istituti di credito che porteranno maggiori entrate nel 2019 pari allo 0,07% del pil

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti17 ottobre 2018 | 10:07

Una manovra salata per banche e assicurazioni. A conti fatti compagnie e istituti di credito si troveranno costretti a contribuire alla legge di Bilancio per oltre 4 miliardi di euro nel solo 2019. Come raccontano stamane Anna Messia e Andrea Pira sulle pagine di MF, a tanto ammontano infatti gli interventi per il settore delineati nel documento programmatico di bilancio inviato dal governo alla Commissione europea.

Un impatto importante che vi avevamo già anticipato che esponenti della maggioranza che ribadivano che gli unici aumenti di tasse previsti sarebbero stati quelli a carico, appunto, di banche e assicurazioni. Entrando nel dettaglio, si legge sempre su MF, “le tabelle inviate a Bruxelles fanno riferimento a interventi fiscali a carico degli istituti di credito che porteranno maggiori entrate nel 2019 pari allo 0,07% del pil. Vale a dire 1,2 miliardi di euro. Alla vigilia si era parlato di un un taglio del 14% delle deduzioni degli interessi passivi, oggi al 100%, ma nelle tabelle la misura non c’è. Nelle scorse settimane l’Abi aveva sottolineato il rischio di creare disparità concorrenziali rispetto agli altri istituti europei, per non parlare dei possibili effetti sulla capacità di finanziamento dell’economia reale, mentre ieri gli analisti di Equita stimavano un impatto negativo del 4% sugli utili del settore. Una seconda norma, meglio delineata, sposta al 2026 la deduzione del 10% delle svalutazioni e delle perdite sui crediti. In questo modo, il prossimo anno, il governo conta di ricavare entrate per 900 milioni. Un altro miliardo arriverà dalla scelta di spalmare in 10 anni la deducibilità ai fini Ires e Irap della riduzione di valore dei crediti legata all’adozione dei principi contabili Irfs9”.

Per quanto riguarda il mondo assicurativo, l’entrata a gamba tesa è sul fronte Rc auto: il documento trasmesso a Bruxelles parla genericamente di realizzare un “Rc auto equa, con canoni differenziati rispetto al territorio, eliminando i vincoli di trasferimento da un assicuratore a un altro”. L’intenzione sembrerebbe essere quella di anticipare gli sconti obbligatori già previsti dalla legge sulla Concorrenza, anticipandone gli effetti.


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