Il Giubileo straordinario di Fideuram visto dal veterano

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 18 Ottobre 2018 | 09:12
Francesco Priore ci racconta la sua Fideuram…e non solo

Francesco Priore (nella foto), un curriculum che racconta la storia della consulenza finanziaria in Italia. La presidenza Anasf, il ruolo di area manager in Fideuram. Docenze, articoli, interviste, libri (come Il mercato…che non c’era, dove si parla anche di Fideuram). Vera e propria mente storica dell’advisory, ora lo troviamo come responsabile marketing e comunicazione di Consultinvest, ma abbiamo voluto fare con lui quattro chiacchere per parlare dei suoi 23 anni in Fideuram, in relazione anche dei festeggiamenti per i 50 anni della società. Un percorso che ci racconta una storia italiana.

Anche lei celebra il Giubileo straordinario come Fideuram?
Io lo celebrerò tra un anno, ma 49 anni fa ero in Fideuram, dove sono rimasto per altri 23 anni. Fideuram, che è la “mamma” della Consulenza Finanziaria in Italia, ha costituito l’esperienza più importante del mio cammino professionale, e non solo il mio. Ho appreso molto, da autodidatta o quasi, ma se non hai l’ambiente giusto l’autodidattica non serve. La “scuola” è stata una scuola di vita severissima, ma per fortuna l’imprinting della competitività, iniettato in Fideuram dall’IOS, è stata la cultura pioneristica della frontiera, questa ha consentito di non mollare un’idea valida che si è rivelata vincente.

Quali valori aveva ed è riuscita a trasmettere Fideuram per promuovere un settore in cui, tuttora, l’asimmetria cognitiva impera?
Il valore principale è stato proprio fare cultura, non accademica, bensì una comunicazione chiara e comprensibile, sintetica ed efficace, concreta e misurabile. Per vivere, e sopravvivere, dovevi farti capire e prevedere che tutte le tue affermazioni sarebbero state verificate con i fatti, non con la dialettica; abitudine poco diffusa.
L’altro valore era l’utilità sociale della pianificazione finanziaria; anche se fatta con mezzi modesti, ha dato a noi tutti la coscienza di assistere i risparmiatori a orientare le proprie risorse invece di delegare tutto al sistema che, all’epoca almeno, non se ne preoccupava. L’unica “cultura” promossa allora dal sistema era quella del rendimento che, trascurando il rischio, ha alimentato le avidità con le note conseguenze.

I “pionieri” Fideuram erano anche i “buoni” contro i cattivi?
Assolutamente no, un mercato che nasce è costituito da mercanti e, come in tutti i settori, anche qui ci sono i buoni e i cattivi. Quello che posso dire è che, in virtù del rigore che negli anni ’70 Fideuram applicò nella valutazione dell’attività dei propri Consulenti, si sviluppò una cultura del rispetto del cliente di cui i Consulenti Fideuram seppero fare tesoro; questa è stata la chiave di volta per portare questo settore a gestire i risparmi di milioni di famiglie, diversamente sarebbe affondato.

Ma, in effetti, chi è Fideuram?
Fideuram è una storia di successo delle donne e degli uomini che hanno lavorato per 50 anni con questa idea. Le aziende, almeno fino a oggi, sono fatte da persone, senza le persone non esistono, se esprimono valore è perché si dotano di persone di valore.

Perché è uscito da Fideuram?
Per un manager è normale, cresce in un’azienda, contribuisce con le proprie capacità, apprende, poi la sua efficacia si standardizza, deve cambiare e ripetere il ciclo in altre aziende, trasferendo e apprendendo; io ho avuto la fortuna di poterlo fare e di continuare a farlo. Altre persone molto più capaci sono uscite da Fideuram come Ennio Doris o Pietro Giuliani, certamente anche loro hanno appreso in Fideuram. Sarebbe stato bello che Fideuram li avesse invitati a celebrare il Giubileo, sono competitor con storie di successo personali ma anche di …Fideuram. Un’azienda è come un albero, non basta il tronco da solo; le radici e i rami rigogliosi ne esprimono la forza e le permettono di continuare a svilupparsi.

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