Rufini (Felsa-Cisl): Troppe lentezze, gli indipendenti fanno paura al sistema

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di Marco Muffato 22 Ottobre 2018 | 09:09
Il responsabile nazionale del lavoro autonomo del settore finanziario dice la sua sul mercato della consulenza finanziaria, su Ocf e la nuova operatività, con le sezioni al via dei consulenti autonomi e delle Scf.

Ocf e sistema della consulenza finanziaria. Sono i temi toccati da Bluerating.com con Mauro Rufini (nella foto) responsabile nazionale del lavoro autonomo del settore finanziario per la  Felsa Cisl, dopo il Fee Only Summit 2018 di Verona degli scorsi 17 e 18 ottobre. 

Rufini, quale futuro vede per il settore?

L’evento di Verona promosso da Consultique e Nafop dimostra ancora una volta se ce ne fosse bisogno che c’è un interesse forte verso la consulenza finanziaria indipendente e questo è un bene per il mercato e i risparmiatori.

Siamo poi alla vigilia del 1 dicembre data in cui partirà l’operatività del nuovo Ocf con dentro i consulenti autonomi e le scf.  Un risultato fortemente atteso, voluto e sostenuto anche da noi, dal sindacato, per rendere più aperto, più trasparente, più “democratico” il mercato finanziario.

Un mercato, quello nazionale, tutt’ora monopolizzato da un modello quello delle reti che lungi dall’essere perfetto ed esportabile come sostiene Assoreti è un “unicum” italiano con dentro diversi problemi e le contraddizioni che abbiamo manifestato più volte a cui è mancata sino a oggi proprio la consulenza indipendente che ora avrà il giusto e dovuto riconoscimento normativo – regolamentare, dopo dieci dalla prima Mifid, un lungo periodo dove in troppi hanno tergiversato e possiamo dirlo? Ostacolato perché forse la vera consulenza indipendente fa paura.

Certo quando il presidente di Ocf Rabitti Bedogni ha comunicato i numeri degli ante 2007 della fase transitoria – di chi ha presentato domanda  (80 di cui 10 società) viene qualche dubbio. Ma siamo fermi da anni e si è riscontrato da subito – solo tra i presenti in sala – che almeno altrettanti soggetti debbono formalizzare ancora la domanda.  E qui vengo ai problemi delle istruttorie di questi giorni che a nostro avviso nel rispetto delle regole scritte debbono essere improntate al buon senso e pragmatismo, non può essere solo una interpretazione strettamente burocratica e letterale.   Aspettiamo le note del Mef per taluni chiarimenti, per essere nei tempi previsti e necessari per adempiere a quanto serve realmente a iniziare l’attività.

Siamo stati lieti di intervenire ed essere presenti a questo evento. Noi rappresentiamo tutti i lavoratori autonomi del settore finanziario a cui offriamo tutele e servizi, e quindi anche ai consulenti indipendenti in quanto 100% lavoro autonomo, una professione con molti oggettivi punti di forza come l’assenza del conflitto di interessi.

Siamo una cosa diversa dalle associazioni professionali, non per questo si può lavorare insieme e bene svolgendo compiti diversi se si ha a cuore la crescita e lo sviluppo della professione, come fa Nafop con cui c’è un buon rapporto di collaborazione.

Noi puntiamo a completare sul fronte negoziale e legislativo i diritti e le tutele per il lavoro autonomo dove rientrano questi professionisti con il confronto e la contrattazione che è il valore e lo strumento tipico del sindacato. Nell’ultima legislatura il lavoro e le proposte della Cisl e della Felsa lo hanno fatto con il Job Acts del lavoro autonomo che in parte riguarda anche il nostro settore.

 

Parte allora il nuovo OCF. Tutti vogliono entrare e voi ? Come pensate di lavorare visto che siete un sindacato ?

Noi non entreremo in OCF, non è previsto e non ci interessa.  La scelta del Regolamento Intermediari avallata dalla Consob su cui si può discutere e approvare o meno, ha previsto per entrare in OCF cambi statutari e precisi requisiti di esclusività di rappresentanza per questi soggetti, cosa tra l’altro non immune da potenziali conflitti di interesse,  ma impossibile per ovvie ragioni a un sindacato confederale.

Al tempo stesso siamo pronti a sostenere e dare il nostro contributo ad Ocf, dall’esterno, con indicazioni e proposte precise. Così come siamo pronti a controllare che questo Organismo, con una responsabilità istituzionale, che ha compiti importanti come la vigilanza, sia davvero al servizio dei cittadini, a tutela dell’investitore e del risparmio.

Mi auguro quindi che Ocf sappia ben gestire la diversità e la complessità della nuova situazione.

Ocf è parte del sistema, ma ci sono altri compiti da svolgere, insieme alle associazioni rappresentative di settore, datoriali e non, possiamo lavorare insieme per il futuro, con un tavolo concertativo, che non derivi da obblighi di legge o quant’altro, ma sia l’esito della volontà delle parti di misurarsi e mettersi in gioco con un approccio unitario positivo e costruttivo, ad assumere impegni, comportamenti atti a costruire il nuovo modello più trasparente ed aperto di consulenza finanziaria in Italia.

Rappresentiamo e vogliamo però rimettere al centro il lavoro anche nell’attività finanziaria, in mercato del lavoro in evoluzione eduna economia sempre più terziarizzata in cui nuove norme, precarietà e bisogni di tutela cercano una sintesi. Occorre intervenire attraverso la bilateralità, su aspetti economici e remunerativi, sul welfare, sul futuro previdenziale e la formazione per un mercato del lavoro più inclusivo e non discriminante nelle varie forme.

E’ anche questo il senso e la forza della presenza di un sindacato come la Felsa Cisl in questo settore, un soggetto con larga rappresentanza che possa interloquire e pesare sui provvedimenti e sulle scelte e manovre di bilancio che hanno effetti transitori se non supportati da idee di sviluppo. La strada non è semplice ma qualcuno ha il diritto di provarci.

 

 

 

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