Foti (Fineco): “Ecco come vinceremo le sfide di Mifid 2”

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Miglioramento dei prodotti, efficienza operativa e maggiore produttività dei consulenti finanziari, alla base dei risultati lusinghieri dell’istituto del gruppo Unicredit. Una ricetta che si rivelerà molto utile anche per il futuro.

Marco Muffato di Marco Muffato6 novembre 2018 | 16:46

E’ un Alessandro Foti  (nella foto) raggiante quello che commenta a Bluerating.com gli eccellenti risultati del terzoAlessandro Foti trimestre (leggere qui il nostro articolo sul tema). L’a.d. e d.g. dell’istituto del gruppo Unicredit offre interessanti spunti di riflessione a commento dei numeri.

Foti, qual è il messaggio che Fineco dà al mercato con l’ultima trimestrale?

Il messaggio è che il nostro modello basato sul concetto di diversificazione e di sostenibilità ci consente di ottenere risultati di continua crescita anche in condizioni di mercato difficili. Tutto ciò grazie all’efficacia operativa, alla qualità dei servizi, alla trasparenza nei confronti dei clienti e grazie anche alla sinergia perfetta attuata tra le piattaforme digitali e di prodotto con la nostra rete estesa di consulenti finanziari.

Sono aumentate anche le commissioni passive, quindi le paure dei consulenti finanziari sui minori guadagni legati all’arrivo della Mifid 2 sembrano ridimensionarsi. Che ne pensa?

Le commissioni crescono in generale per il nostro modello capace di aumentare i volumi e grazie all’efficienza operativa determinata da Fineco Asset Management:  di conseguenza anche la rete ne beneficia da un punto di vista commissionale. Aggiungo che l’84% della raccolta effettuata quest’anno è stata generata in maniera organica dalla rete in essere e solo per il 16% tramite il reclutamento: dunque i nostri cf stanno effettivamente guadagnando di più. Mifid 2 presenta delle sfide importanti,  a gioco lungo abbasserà i margini complessivi ma non è detto che tale riduzione non si possa combattere e addirittura annullare attraverso il continuo miglioramento dei prodotti, l’efficienza operativa e l’impegno dei nostri cf a essere più produttivi gestendo un maggior numero di clienti nel minor tempo possibile, per focalizzarsi sull’attività di consulenza.

La raccolta netta negativa in gestito per il comparto Assoreti registrata a settembre (leggere qui) è un campanello d’allarme per la chiusura dei conti di fine anno oppure per il business nel 2019?

Il mercato è sicuramente meno lineare di un mese fa, un ritorno importante della volatilità sta determinando condizioni meno favorevoli per il risparmio gestito. I prossimi mesi saranno complicati su questo fronte. Per quanto ci riguarda aspettiamo una raccolta robusta ma più orientata nel mix al risparmio amministrato e alla liquidità. Più in generale ricordo che Fineco ha un business diversificato con quattro gambe, rappresentate da risparmio gestito ma anche da banking, brokerage, lending. Disponiamo quindi di tre attività che sono decorrelate dall’andamento del risparmio gestito. Possiamo quindi ottenere ottimi risultati di conto economico anche con un contributo inferiore del risparmio gestito. Diverso discorso per chi ha come unica fonte di ricavo il risparmio gestito…

A proposito di lending, che ruolo stanno avendo i consulenti finanziari nel successo dell’offerta?

Direi marginale sui prestiti personali che sono gestiti prevalentemente dalla banca, idem nei mutui dove i cf si limitano a un’attività di segnalazione con il grosso del processo gestito direttamente dalla banca. Discorso diverso per il credit lombard, cioè di quei prestiti erogati ai clienti dietro garanzia di strumenti finanziari, in questo caso il cf recita un ruolo importante perché viene coinvolto il patrimonio affidato.


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