Esuberi e pressioni commerciali in banca, i sindacati in allarme

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Intervento anche contro gli esuberi di Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi

Andrea Telara di Andrea Telara15 novembre 2018 | 09:24

“Stop alle pressioni commerciali, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori viene prima”. Inizia così un comunicato delle maggiori sigle sindacali rappresentative dei dipendenti delle banche (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin). Nei giorni scorsi le organizzazioni dei lavoratori hanno scritto ad Abi per chiedere un incontro finalizzato alla completa e totale attuazione dell’Accordo sulle politiche commerciali siglato nel febbraio 2017, per tutelare la qualità dei servizi allo sportello. Un altro tema caldo nel confronto tra banche e sindacati è quello degli esuberi. Un report della società di consulenza Oliver Wyman ha evidenziato la necessità per gli istituti di credito italiani di tagliare almeno 70mila posti di lavoro per una adozione più diffusa dei servizi digitali e per raggiungere un’efficienza operativa in linea con quella dei concorrenti europei. “Per legge le banche che vogliono licenziare devono dichiarare prima lo stato di crisi”, ha ammonito però Lando Silleoni, segretario generale della Fabi, in un’intervista al Sole24Ore.


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