Hana to Yama, Banca Generali sposa l’arte a Milano

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Nella sede Private di Piazza Sant’Alessandro della società, la mostra d’arte Hana to Yama di Linda Fregni Nagler

Avatar di Redazione12 dicembre 2018 | 10:35

Banca Generali ha presentato nella sede Private di Piazza Sant’Alessandro 4 a Milano la mostra d’arte “Hana to Yama” dell’artista Linda Fregni Nagler. La personale propone più di 30 fotografie legate alla sua ricerca pluriennale sulla “Scuola di Yokohama” sviluppatasi in Giappone nella seconda metà dell’Ottocento in concomitanza con l’apertura delle frontiere e la modernizzazione del paese, che attirò all’epoca molti artisti e intellettuali in quello che venne definito una sorta di nuovo “grand tour d’oriente”.

“L’idea di esporre per la prima volta a Milano dove la Nagler vive e lavora”, si legge in un comunicato di presentazione della mostra, “nasce dalla proposta di Banca Generali e del curatore Vincenzo De Bellis, direttore associato e curatore del Walker Art Center di Minneapolis negli Stati Uniti e co-direttore della Fondazione Furla in Italia, “di portare nuova luce sul talento italiano. Dopo sette anni con vari esperimenti espositivi, la banca private ha infatti scelto di istituire un nuovo progetto triennale: BG Art Talent punta a valorizzare la creatività italiana nelle sue varie espressioni artistiche, con particolare attenzione alle proposte più innovative tra gli artisti contemporanei attraverso un programma di acquisizioni e esposizioni”.

Patrocinata dal Comune di Milano, “Hana to Yama” offre un nuovo scorcio su uno stile fotografico che univa la tecnica occidentale della stampa all’albumina con la tradizionale maestria dei pittori locali, con risultati artistici innovativi e di notevole pregio. Grande collezionista di fotografie storiche e affascinata dalle peculiarità di questa scuola, Linda Fregni Nagler porta avanti da diversi anni un percorso di raccolta di soggetti appartenenti a questo genere fotografico con l’obiettivo di far rivivere un mondo in via di estinzione e richiamare il carattere artistico di queste immagini, per le quali si presenta anche una grande difficoltà di attribuzione. L’amministratore delegato Gian Maria Mossa ha dichiarato: “Siamo davvero felici di ospitare nei nostri spazi questa personale di Linda che rappresenta un qualcosa di unico e molto originale anche per l’attento pubblico di appassionati d’arte a Milano. Il suo lavoro colpisce non solo per la straordinaria eleganza ed espressività, ma anche per il grande studio che c’è alle spalle, come si evince dall’attenzione ai dettagli frutto dell’immenso lavoro di raccolta e catalogazione, ri- fotografia e pittura nella ricostruzione delle opere. Un ringraziamento sincero a Linda per la raffinatezza di questa mostra e a Vincenzo per la passione dimostrata e la disponibilità nel voler accompagnarci in questo percorso assieme a favore del talento italiano”

Il curatore Vincenzo De Bellis: “Linda Fregni Nagler da anni porta avanti una ricerca puntuale sulla natura, sui meccanismi e sulle ambiguità del linguaggio fotografico che fanno di lei una delle rappresentanti più interessanti e significative dell’arte Italiana della sua generazione. Una generazione che si appresta alla piena maturità artistica”.


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