La #10yearschallenge delle reti

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Un hashtag virale conquista anche la consulenza finanziaria

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti16 gennaio 2019 | 11:26

Sta spopolando nel mondo dei social l’hashtag #10yearschallenge. La sfida è semplice: postare una propria foto di 10 anni fa rapportata a una attuale. Lasciando da parte la tremenda malinconia che questa operazione potrebbe comportare, nonché le struggenti riflessioni sugli anni che passano e l’impalpabile senso della vita che ne derivano, abbiamo deciso di utilizzare questo spunto per proporre ai nostri lettori un amarcord dedicato al mondo delle reti. Questa volta però utilizzeremo una “fotografia” simbolica, quella rappresentata dalla relazione annuale 2009 di Assoreti. Confronteremo qualche dato con l’ultima relazione annuale disponibile, quella del 2017; lasciando a voi, come d’obbligo, le riflessioni conseguenti e la possibilità di integrare queste informazioni con il vostro racconto nei commenti.

Le imprese associate

La compagine associativa era costituita, alla fine del 2009, da 47 imprese che svolgevano tramite reti di promotori finanziari l’attività di offerta fuori sede di prodotti finanziari e servizi di investimento. Nel 2017 il termine “promotore finanziario” è ormai demodé e la compagine associativa di società che prestano il servizio di consulenza in materia di investimenti avvalendosi di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede è di 28 unità. Un calo di oltre il 40% degli associati.

I promotori finanziari

Le 47 Imprese aderenti ad Assoreti alla fine del 2009, si avvalevano dell’operato di 25.706 promotori finanziari. Le Imprese aderenti ad Assoreti alla fine del 2017 si avvalevano dell’operato di 24.630 consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. Questo dato evidenzia probabilmente la “razionalizzazione” dei player del mercato, più che dei professionisti. A fronte del vistoso calo degli associati, i professionisti sono in flessione solo del 4% circa. La compagine dei professionisti attivi di società non aderenti segue la stessa filosofia: dagli 11.764 del 2009 agli 11.683 del 2017.

La quota di mercato

A fine dicembre 2009 il patrimonio investito in quote di OICR, riconducibile all’attività delle reti, era pari al 29% del valore complessivo del sistema .Nell’ambito dei prodotti del risparmio gestito distribuiti in Italia, la quota di mercato delle reti nel 2017, espressa in termini patrimoniali, considerando gli organismi di investimento collettivo del risparmio di tipo aperto (i dati Assoreti includono le quote di OICR sottoscritte direttamente e indirettamente attraverso le gestioni patrimoniali, i prodotti assicurativi ed i prodotti previdenziali), è pari al 30,7%.

La raccolta

2009: l’anno si è chiuso con un bilancio positivo per le reti di promotori finanziari, che hanno realizzato una raccolta netta complessiva pari a 17,7 miliardi di euro, valore quasi triplo rispetto all’anno precedente (6,4 miliardi), ma soprattutto il più alto dell’ultimo quinquennio.  Il risultato dell’anno è riconducibile in prevalenza ai prodotti del risparmio gestito, per i quali si è avuta una raccolta netta pari a 12,3 miliardi di euro, mentre quelli dell’amministrato, con una flessione del 66% rispetto al 2008, hanno visto flussi di raccolta per circa 5 miliardi di euro.
I dati osservati mostrano come il mercato dell’offerta fuori sede, dopo una fase di contrazione dei volumi di raccolta, condizionata dalla crisi che ha coinvolto l’industria del risparmio gestito negli ultimi due anni, abbia trovato nuovi elementi di spinta proprio nel corso del 2009. In particolare, la ripresa complessiva riscontrata nell’ultimo anno è riconducibile essenzialmente ai fondi comuni d’investimento, alle risorse nette confluite nella liquidità, e in maniera più contenuta ai prodotti assicurativi. Si è registrata, infatti, una raccolta diretta in quote di OICR pari a 10,1 miliardi di euro e un bilancio complessivamente positivo per i prodotti assicurativi e previdenziali, per 2,8 miliardi. Nel corso dell’anno, invece, si è continuata a riscontrare per le GPF la prevalenza dei riscatti sulle sottoscrizioni, con un deflusso di 1,3 miliardi di euro, mentre per le gestioni in valori mobiliari si è avuta una leggera ripresa, con una raccolta di 697 milioni.
Per quanto concerne, invece, i prodotti dell’amministrato, i titoli vedono un deflusso pari a 2,6 miliardi, ampiamente compensato dalla raccolta netta confluita nella liquidità, per 7,9 miliardi di euro.
Entrando nel dettaglio dei singoli prodotti, la ripresa riscontrata per gli OICR è da attribuirsi a quasi tutte la categorie d’investimento; in particolare ai fondi obbligazionari, per i quali si è osservata una raccolta netta di circa 6,2 miliardi di euro, seguiti dai bilanciati con 3,3 miliardi e dagli azionari  (2,2 miliardi). L’unica categoria d’investimento a chiudere l’anno con deflussi netti è risultata quella dei fondi di liquidità (-3,1 miliardi di euro). Analizzando le varie tipologie di fondo, si rileva, inoltre, come la raccolta netta in quote di OICR abbia coinvolto principalmente i fondi di diritto estero (10,6 miliardi), mentre quelli di diritto italiano abbiano registrato deflussi netti per 938 milioni; positiva la raccolta in fondi di fondi (727 milioni di euro), mentre gli speculativi hanno visto la prevalenza dei riscatti, con una raccolta negativa per 286 milioni di euro.
Il settore assicurativo e previdenziale ha assistito, anch’esso, ad una crescita delle risorse nette investite (+ 13,8%), pur mantenendosi ancora su livelli abbondantemente inferiori a quelli di inizio quinquennio. La contrazione dei flussi netti rispetto al 2005 è, comunque, riconducibile all’erogazione delle prestazioni finali delle polizze giunte a scadenza e non ad una effettiva perdita di interesse nei confronti dei prodotti assicurativi, come si può dedurre dal livello sufficientemente stabile dei premi lordi raccolti. Le unit linked hanno continuato ad ottenere il miglior risultato del comparto con una raccolta pari a 1,4 miliardi di euro, seguiti dalle polizze vita tradizionali, con 894 milioni di euro. Sostanzialmente stabili i flussi netti attribuibili ai piani previdenziali individuali, per i quali si è avuta una raccolta di 628 milioni di euro. Le polizze index linked, invece, hanno riscosso, come negli anni precedenti, il minor consenso tra i risparmiatori, chiudendo l’anno con un flusso di raccolta negativo per 193 milioni. Il confronto con il sistema degli OICR collocati direttamente e indirettamente tramite le GPF, le unit linked e i prodotti previdenziali, evidenzia per le reti un risultato nuovamente positivo, dopo la battuta d’arresto del 2008. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, i promotori finanziari sono tornati a realizzare consistenti flussi netti di raccolta, per circa 11 miliardi di euro, ed a consolidare il proprio ruolo, ormai trainante, nel settore degli OICR, visti anche i deflussi riscontrabili per gli altri canali distributivi.
Per quanto concerne, infine, i prodotti del risparmio amministrato, la raccolta netta, con un ammontare pari a 5,3 miliardi di euro, ha fatto registrare un significativo ridimensionamento rispetto all’anno precedente. Tale flessione è riconducibile esclusivamente alle movimentazioni in titoli, per i quali si è realizzato un deflusso di risorse per 2,6 miliardi di euro, ampiamente compensato però dalla liquidità, con una raccolta di 7,9 miliardi di euro. Nello specifico, gli strumenti del mercato monetario hanno visto deflussi per 4,5 miliardi, mentre si è avuta la prevalenza degli ordinativi di acquisto su quelli di vendita sia per i titoli azionari, con una raccolta positiva di 1,5 miliardi di euro, sia per quelli obbligazionari e di Stato (903 milioni).

2017: le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede hanno realizzato una raccolta netta record pari a 39,2 miliardi di euro, con un aumento del 18,9% rispetto all’anno precedente e del 17,3% rispetto al 2015, anno in cui si era registrato il precedente valore massimo. Si consolida, pertanto, la dinamica di crescita osservata negli ultimi anni con il raggiungimento del livello di produzione più alto mai rilevato dall’Associazione. L’attività torna a concentrarsi nuovamente sui prodotti del risparmio gestito, con volumi di raccolta quasi raddoppiati rispetto al 2016 (+89,5%) e, nel complesso, pari a 35,0 miliardi di euro, mentre il bilancio annuale sul comparto amministrato è positivo per 4,2 miliardi di euro, con una netta flessione rispetto all’anno precedente, riconducibile al consistente ridimensionamento del flusso di risorse mantenute sotto forma di liquidità.
Nell’ambito del risparmio gestito, diversamente da quanto osservato nel triennio 2014-2016, le scelte di investimento hanno privilegiato, in modo deciso, gli organismi di investimento collettivo del risparmio. La raccolta netta diretta in quote di OICR è risultata, infatti, pari al valore record di 18,8 miliardi di euro, raggiungendo, così, un importo superiore a quanto realizzato complessivamente nei tre anni precedenti (15,9 miliardi di euro). Gli investimenti hanno coinvolto prevalentemente le gestioni collettive aperte di diritto estero, con risorse nette più che quadruplicate rispetto all’anno precedente e pari a 15,5 miliardi di euro, ma nel corso del 2017 si è riscontrato anche il ritrovato interesse per i fondi domiciliati all’interno dei confini nazionali, sui quali è stato realizzato il migliore risultato di raccolta dal 2001 ad oggi, con flussi netti pari a 3,1 miliardi di euro. In termini di asset class, la raccolta è stata positiva per tutte le macro-categorie di investimento degli OICR aperti di diritto estero (al lordo dei fondi di fondi), fatta esclusione dei fondi monetari. Nello specifico, la raccolta netta realizzata sulle gestioni collettive obbligazionarie è stata pari a 8,7 miliardi di euro, su quelle azionarie e flessibili è stata rispettivamente di 2,8 e 2,7 miliardi, mentre sulle bilanciate gli investimenti netti hanno raggiunto 1,1 miliardi di euro. Per gli OICR di diritto italiano le scelte di investimento hanno privilegiato principalmente i prodotti flessibili (2,4 miliardi di euro), e in maniera più contenuta quelli azionari (675 milioni di euro) e quelli bilanciati (518 milioni), mentre, diversamente dai prodotti esteri, sui fondi obbligazionari si è riscontrata la prevalenza dei riscatti per 116 milioni di euro. Il bilancio annuale è risultato positivo ed in crescita anche per le gestioni patrimoniali individuali sulle quali sono stati realizzati investimenti netti per 4,2 miliardi di euro (+79,7%). Si tratta del secondo migliore risultato di raccolta dal 2002 ad oggi e vede il 64,3% delle risorse destinate al servizio di investimento confluire sulle GPF, per un ammontare pari a 2,7 miliardi di euro ed un rialzo annuale del 93,4%, mentre i volumi netti di investimento sulle GPM sono aumentati del 59,4%, raggiungendo il controvalore di 1,5 miliardi di euro.
Diversamente da quanto riscontrato sulle gestioni patrimoniali, collettive e individuali, i dati rilevati dall’Assoreti sul campione di società partecipanti alle indagini associative evidenziano come l’attività realizzata nel comparto assicurativo sia stata coinvolta, nel suo complesso, da una contenuta dinamica contrattiva. Nel corso dell’anno, infatti, si è assistito alla flessione dei premi lordi complessivi (-3,5%) alla quale si è affiancato l’aumento delle uscite (+0,9%), intese come riscatti ed importi dovuti all’erogazione della prestazione. Ne consegue che nel 2017 si è registrata la riduzione dei premi netti versati sui prodotti assicurativi (-7,9%), il cui importo totale si è attestato a 11,1 miliardi di euro. Il dettaglio per tipologia di prodotto evidenzia, comunque, come la dinamica sopracitata sia riconducibile esclusivamente alle polizze vita tradizionali, sulle quali si è riscontrata la consistente riduzione sia dei premi lordi (-52,1%) sia di quelli netti (- 73,6%). Contrariamente, nel corso dell’anno si è manifestato un crescente interesse nei confronti dei prodotti assicurativi a maggiore contenuto finanziario, sui quali sono stati realizzati investimenti lordi per 20,0 miliardi di euro (+16,4%) ed una raccolta netta pari a 9,9 miliardi (+33,3%). Più in particolare le scelte di investimento hanno privilegiato le unit linked, sulle quali sono state versate risorse lorde per 17,2 miliardi, pari al 61,4% dell’attività assicurativa delle reti, con una raccolta netta che si è attestata a 5,4 miliardi di euro, ovvero al 48,9% dei volumi netti assicurativi realizzati dalle reti. Gli investimenti sulle polizze multi-ramo sono risultati, invece, più contenuti, con premi lordi pari a 5,7 miliardi di euro. La recente introduzione di tali polizze nell’ambito dell’offerta delle reti giustifica i moderati flussi di uscita, intesi come erogazione della prestazione, e, quindi, il raggiungimento di significativi volumi di raccolta netta, pari a 4,6 miliardi di euro.
Nell’ambito degli strumenti finanziari in regime amministrato si conferma la prevalenza del controvalore degli ordinativi di vendita rispetto a quello degli ordinativi di acquisto, seppure con un gap molto più contenuto rispetto ai precedenti cinque anni e tale da determinare un saldo delle movimentazioni negativo per soli 33 milioni di euro. Il nuovo dettaglio per macro tipologia di strumento finanziario, assunto nelle rilevazioni statistiche dell’Associazione a partire dal 2017, evidenzia una marcata predisposizione all’investimento in titoli azionari, sui quali è stata realizzata una raccolta netta per 3,1 miliardi di euro, e più contenuta sugli exchange traded products (ETF/ETC/ETN) con investimenti netti positivi per 671 milioni di euro, mentre si è osservata la prevalenza delle vendite sulle obbligazioni (-1,7 miliardi), sui certificates (-1,8 miliari) e sui titoli di Stato (- 1,1 miliardi). Per quanto riguarda, invece, la raccolta di risorse economiche sotto forma di liquidità, i volumi realizzati nell’anno, positivi per 4,2 miliardi di euro e in netta flessione rispetto al 2016, da una parte confermano la capacità delle reti di attrarre anche forme di risparmio più tradizionale, dall’altra evidenziano l’esaurimento dell’effetto, principalmente emotivo, attribuibile al recepimento della normativa sul bail-in, che ha determinato considerevoli flussi di raccolta nei precedenti 13 mesi.

Il patrimonio

Al 31 dicembre 2009, la consistenza patrimoniale complessiva dei prodotti finanziari e dei servizi d’investimento distribuiti dalle imprese aderenti ad Assoreti è risultata pari a 229,8 miliardi di euro, mentre al 31 dicembre 2017, il patrimonio complessivo dei prodotti finanziari e dei servizi d’investimento distribuiti dalle imprese aderenti ad Assoreti ha raggiunto il controvalore record di 518,5 miliardi di euro. Una crescita del patrimonio di oltre il 125%.

Il quadro congiunturale

2009: Il prodotto interno lordo italiano è diminuito del 5,1% rispetto al precedente anno, risultando il peggior dato dal 1971 (anno d’inizio della serie storica).  Il crollo del PIL è da addebitarsi soprattutto a un primo semestre particolarmente sfavorevole, a seguito della crisi finanziaria mondiale. La timida e malsicura ripresa dei mesi successivi non è stata sufficientemente vigorosa da impedire una forte contrazione dell’economia sull’anno. Anche l’Area Euro ha evidenziato segnali di fragilità, con una caduta del prodotto interno lordo pari al 4,1%, ma con segnali di ripresa che appaiono più solidi rispetto a quanto osservato in Italia. É evidente come il rilancio economico nel nostro Paese si stia mantenendo su livelli ancora più contenuti rispetto a quelli osservabili in Germania ed in Francia, dove, dopo un primo trimestre in flessione, si è sempre avuto un prodotto interno lordo in crescita congiunturale.

2017: si consolidano le dinamiche di ripresa dell’economia italiana, inserite in un contesto di sviluppo economico internazionale che assume maggiore rilevanza. In Italia, il prodotto interno lordo (valore concatenato al 2010 e corretto per gli effetti del calendario) è aumentato dell’1,5% (+1,0% nel 2016), mentre l’incremento annuale per l’intera Area Euro è stato pari al 2,5% (+1,8% nel 2016). Al riguardo, si evidenzia la crescita dell’economia tedesca (+2,5%) con un tasso superiore a quello del 2016 (+1,9%), la ripresa economica in Spagna (+3,1%), che ha continuato la risalita a ritmi nettamente più sostenuti rispetto agli altri contesti nazionali, ed il recupero delle dinamiche di crescita dell’economia francese (+2,0%). Ma l’economia italiana ha viaggiato a velocità ridotta anche rispetto a quanto riscontrato in altri ambiti europei al di fuori dell’Area Euro: nel Regno Unito il prodotto interno lordo è aumentato dell’1,8%, mentre più marcate risultano le dinamiche di crescita in paesi come la Svezia (+2,7%), la Polonia (+4,6%), la Repubblica Ceca (+4,5%), e la Romania (+6,8%).

Le società

Ecco l’elenco 2009 delle imprese associate:

1 ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS S.p.A.
2 ALTO ADIGE BANCA S.p.A. – SUDTIROL BANK AG
3 APOGEO CONSULTING SIM S.p.A.
4 ARMONIA SIM S.p.A.
5 ARTIGIANCASSA S.p.A
6 AZ INVESTIMENTI SIM S.p.A.
7 AZIMUT CONS. PER INVESTIMENTI SIM S.p.A.
8 BANCA CARIM – CASSA DI RISPARMIO DI RIMINI S.p.A.
9 BANCA EUROMOBILIARE S.p.A.
10 BANCA FIDEURAM S.p.A.
11 BANCA GENERALI S.p.A. – GRUPPO BANCA GENERALI
12 BANCA INTERMOBILIARE DI INVESTIMENTI E GESTIONI S.p.A.
13 BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.p.A.
14 BANCA MEDIOLANUM S.p.A.
15 BANCA NETWORK INVESTIMENTI S.p.A.
16 BANCA NUOVA S.p.A.
17 BANCA PATRIMONI SELLA & C. S.p.A.
18 BANCA POPOLARE DI BARI S.C.p.A.
19 BANCA POPOLARE DI MILANO S.c.r.l.
20 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA S.c.r.l.
21 BANCA POPOLARE DI SPOLETO S.p.A.
22 BANCA POPOLARE DI VICENZA S.c.p.a.r.l.
23 BANCA REALE S.p.A.
24 BANCA SAI S.p.A.
25 BANCA SARA S.p.A.
26 BANCAPULIA S.p.A. 4 ARMONIA SIM S.p.A.
27 BANK INSINGER DE BEAUFORT N.V. (ITALIA)
28 CASSA DI RISPARMIO DI CENTO S.p.A.
29 CONSULTINVEST INVESTIMENTI SIM S.p.A.
30 CREDITO EMILIANO S.p.A. – CREDEM
31 FIL INVESTMENTS INTERNATIONAL
32 FINANZA & FUTURO BANCA S.p.A.
33 FINECOBANK S.p.A.
34 GROUPAMA SIM S.p.A.
35 HYPO ALPE-ADRIA-BANK S.p.A.
36 HYPO TIROL BANK ITALIA S.p.A.
37 INVESTITORI Sgr S.p.A.
38 IW BANK S.p.A. 15 BANCA NUOVA S.p.A.
39 JPMORGAN ASSET MANAGEMENT (EUROPE) S.à.r.l.
40 L.A. FIN SIM S.p.A.
41 MPS BANCA PERSONALE S.p.A.
42 SANPAOLO INVEST SIM S.p.A.
43 SCHRODERS ITALY SIM S.p.A.
44 UBI BANCA PRIVATE INVESTMENT S.p.A.
45 UGF BANCA S.p.A.
46 VENETO BANCA S.p.A.
47 ZURICH SIM S.p.A.

Ecco l’elenco 2017 delle imprese associate:

1. ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS S.p.A.
2. ALTO ADIGE BANCA S.p.A. – SUDTIROL BANK AG
3. AZIMUT CAPITAL MANAGEMENT S.p.A.
4. BANCA EUROMOBILIARE S.p.A.
5. BANCA GENERALI S.p.A. – GRUPPO BANCA GENERALI
6. BANCA MEDIOLANUM S.p.A.
7. BANCA NUOVA S.p.A.
8. BANCA PATRIMONI SELLA & C. S.p.A.
9. BANCA POPOLARE DI BARI S.c.p.A.
10. BANCA POPOLARE DI MILANO S.p.A.
11. BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA S.c.p.A.
12. BANCA POPOLARE DI SPOLETO S.p.A.
13. BANCA REALE S.p.A.
14. BANCA WIDIBA S.p.A.
15. BNL – BNP PARIBAS – Life Banker
16. BPER BANCA S.p.A.
17. CONSULTINVEST INVESTIMENTI SIM S.p.A.
18. CREDEM S.p.A. 19. DEUTSCHE BANK S.p.A.
20. FIDEURAM – INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING S.p.A.
21. FINANZA & FUTURO BANCA S.p.A.
22. FINECOBANK S.p.A.
23. INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING S.p.A.
24. ING BANK N.V.
25. IW BANK S.p.A.
26. SANPAOLO INVEST SIM S.p.A.
27. UNIPOL BANCA S.p.A


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