Consulenti, tre buoni propositi per un portafoglio sano e felice

A
A
A

Come far sorridere anche il cliente…

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti31 gennaio 2019 | 10:31

Cosa sogna il consulente? In linea teorica la risposta dovrebbe essere una sola: la soddisfazione del cliente. E qual è il metodo più logico per renderlo tale? Confezionare un portafoglio sano e felice, naturalmente. Per riuscire nell’intento vi presentiamo di seguito la ricetta a cura di Nick Samouilhan, Solutions Strategist, EMEA, T. Rowe Price.

A gennaio molti di noi dedicano un po’ di tempo a formulare buoni propositi per l’anno nuovo: correre di più, mangiare meno carne, trovare un hobby migliore: tutte decisioni basate sul presupposto che possiamo superare certi comportamenti fossilizzati e sulla speranza che la motivazione, insieme a un po’ di impegno, trasformerà le nostre aspirazioni in risultati positivi.

Quest’anno abbiamo deciso di sottoporre i nostri processi d’investimento allo stesso genere di analisi critica a cui sottoponiamo di solito le abitudini alimentari e di esercizio fisico.

Come spesso capita, i tre buoni propositi che abbiamo formulato per gli investimenti del 2019 iniziano con una riflessione su quanto abbiamo fatto finora, con l’ammissione che possa essere necessario qualche cambiamento e con l’impegno a tradurre gli auspici in azioni concrete.

La prima cosa che dobbiamo accettare è che gli investitori hanno avuto fortuna con le esposizioni obbligazionarie – e qualcuno magari è stato anche un po’ furbetto. Gli interventi delle banche centrali dopo la crisi finanziaria globale hanno spinto verso il basso i tassi di interesse su quasi tutti i mercati obbligazionari: durante questo periodo, in generale, ad un rischio maggiore – in termini di duration o di credito – è sempre corrisposta una migliore performance.

Adesso però è ora di cambiare, perché quelle performance stellari risalgono ad anni di “vacche grasse”. Difficilmente i tassi di interesse e gli spread creditizi continueranno a scendere, quindi gli investitori che avevano assunto rischi di credito e di duration più elevati devono chiedersi se valga la pena mantenere quelle posizioni. Quale funzione dovrebbe avere la componente obbligazionaria del portafoglio? Di sicuro non quella di generare rendimenti, solitamente assegnata all’esposizione azionaria. Cosa succede se scattano le vendite sugli asset rischiosi e la componente obbligazionaria subisce perdite pesanti perché è carica di posizioni che inseguono il rischio, anziché controbilanciarlo?

Ecco dunque il primo proposito per l’anno nuovo: gli investitori devono essere onesti con sé stessi su ciò che vogliono ottenere dall’esposizione obbligazionaria e adeguarla di conseguenza.

Il secondo aspetto da considerare è che, pur vivendo in un mondo molto più globalizzato rispetto a dieci anni fa, continuiamo a investire come se ogni regione fosse isolata dalle altre. Ad esempio, quest’anno dovremmo sovrappesare il Giappone e sottopesare gli Stati Uniti? In passato, potevamo confrontare ciò che il mercato statunitense prezzava riguardo all’economia Usa con ciò che prezzava il mercato giapponese riguardo all’economia giapponese e fare una scelta fra i due paesi in base al risultato.

Adesso però le cose sono cambiate: così come dobbiamo rassegnarci a non poter sopravvivere all’infinito mangiando solo formaggio e cioccolato, allo stesso modo dobbiamo accettare che in un mondo di catene logistiche globali, strutture societarie geograficamente variegate e attività economiche internazionali, forse i vantaggi di un approccio di investimento regionale non sono più quelli di una volta. Se una società ha sede a New York, costruisce i suoi prodotti in Brasile, li assembla in Sudafrica e poi li vende ai consumatori cinesi, in quale regione si sta investendo esattamente?

Nell’economia globale di oggi, è semplicemente più sensato investire su base globale che non su base regionale. Anche se ci vorrà tempo perché il cambiamento si rifletta nei processi di investimento, questo è il secondo proposito per l’anno nuovo.

L’ultima riflessione riguarda la copertura valutaria. Poiché negli ultimi anni l’ambiente finanziario mondiale è stato plasmato dai tassi di interesse bassi e stabili, gli investitori hanno sostanzialmente ignorato le valute, concentrandosi piuttosto sui mercati azionari e obbligazionari sottostanti. Adesso però, alcune banche centrali cominciano a innalzare i tassi, altre stanno facendo una pausa e ne resta persino qualcuna impegnata a ridurli.

In un contesto di tassi di interesse divergenti, il nostro terzo proposito è suggerire agli investitori di iniziare a considerare seriamente la copertura valutaria – un consiglio rivolto soprattutto agli investitori del Regno Unito, dove la valuta è molto reattiva all’esito del dibattito sulla Brexit

Ecco dunque tre buoni propositi per il 2019. Siamo convinti che, contrariamente a quelle promesse poco convinte di fare regolarmente 10 chilometri di corsa e mangiare meno bacon, questi impegni produrranno cambiamenti concreti. Come minimo, ci auguriamo che stimolino qualche riflessione sulla sostenibilità di certe pratiche di investimento e sull’opportunità di adottare un approccio migliore per il 2019.

 


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Consulenti: CheBanca! porta i manager nella città dei sassi

Caso H2O, faccia a faccia di Natixis con le reti

H2O e Allegro, un fondo dai due volti

Consulenti: tale cliente padre, tale cliente figlio

Consulenti: AcomeA vi spiega la Trade War

Sgr, reti e consulenti sotto la lente della Consob

I consulenti non sanno vendere le small cap

Polizze vita, tra i consulenti vanno a ruba

Consulenti, cresce la minaccia dei robo advisor

Oggi su BLUERATING NEWS: Mifid 2 sotto la lente

Mediolanum, la raccolta scala la marcia

Anasf, prosegue Pianifica la Mente

Consulenti, maggio caldo per la vigilanza

Consulenti, Efpa meeting in rampa di lancio

Consulenti, maggio fa il pieno di fee only

Consulenti, CheBanca! ospita Anasf a Napoli

Consulenti, ecco come banche e reti fanno pressioni commerciali

Azimut, faro su Londra

I sindacati contro Poste Italiane: troppe pressioni commerciali ai consulenti

Consulente, se nasci quadrato puoi morire tondo

Consulenti rassegnatevi: conta solo il portafoglio

Consulenti, i segreti di un giovane talento Widiba

Credem: banca e rete, sinergie vincenti

Consulenti, Widiba finalmente in utile

Azimut Libera Impresa, è tempo di prequel

Fed, sui tassi porta in faccia a Trump

Consulenti: diversificare con le polizze, vi insegno come

Prosegue lo sviluppo della rete Banco Desio

Widiba alla bolognese

Reti Champions League, collegamenti impossibili

La consulenza a doppio malto

Consulenti, persona giuridica? Anche no

Consulenti, una nuova alternativa per chi vuole uscire dalle reti

Ti può anche interessare

illimity prende un portafoglio di Npl da UniCredit

La banca ha annunciato inoltre la prima operazione nel segmento Npl Financing. ...

Bnl Bnp Paribas LB, “sgarbo” a Fideuram in Sicilia

La rete guidata da Ferdinando Rebecchi accoglie un ex private banker di una "rivale" ...

Top Entry, ecco i cf in Nomination

Ecco i magnifici 10 consulenti finanziari in gara che si contenderanno i premi nella categoria relat ...