Banca Generali, masse record e l’utile batte le stime

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti7 febbraio 2019 | 14:15

Masse da record e utile sopra le stime del consensus (quello medio era  di 173 milioni di euro). E’ questa una frase di sintesi per raccontare il 2018 di Banca Generali. Un anno che ha ribadito la forza commerciale della rete anche all’interno di un contesto di mercato certamente non semplice. Ma entriamo nel dettaglio dei conti, ripresi dal comunicato societario. Più in basso invece, troverete un commento dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale della società, Gian Maria Mossa.

Risultati economici consolidati al 31 dicembre 2018

L’esercizio 2018 si è chiuso con un utile netto di €180 milioni, in diminuzione del 12% rispetto all’anno precedente che aveva beneficiato del forte contributo legato all’andamento dei mercati finanziari. Al netto però di queste voci, l’utile netto ricorrente ha mostrato una crescita del 48% a €128 milioni, a dimostrazione dell’efficacia delle molte iniziative messe in atto per aumentare la sostenibilità dei ricavi e l’efficienza operativa.

I risultati 2018 incorporano alcune modifiche legate al periodo di ammortamento degli incentivi ordinari corrisposti ai consulenti sulla base degli obiettivi di raccolta. Tali modifiche hanno prodotto a conto economico un beneficio di €13,6 milioni. Tali benefici sono stati parzialmente bilanciati da oneri straordinari di €8,0 milioni a livello di costi operativi e accantonamenti. Il saldo di queste voci straordinarie, pari a €5,6 milioni, è risultato quindi marginale, nell’ordine del 3% del risultato netto complessivo.

Esaminando nello specifico i dati di bilancio si evince:

Il margine di intermediazione si è confermato pressoché invariato a €449,4 milioni (-0,1%, -4,6% su basi omogenee7 ):

Il margine finanziario è salito del 5,8% a €84,1 milioni, di cui €60 milioni derivanti dal margine d’interesse (-2,4%). Quest’ultimo ha continuato a crescere anche a fronte di un livello di liquidità che ha toccato nuovi picchi (€1,5 miliardi al 31/12/2018, di cui €1,0 miliardo depositato in BCE). Il riassorbimento dell’elevata posizione di liquidità è iniziato subito col nuovo anno sebbene mantenendo il tradizionale approccio prudente negli investimenti. Il portafoglio obbligazionario della banca (5,7 miliardi) mantiene infatti una duration complessiva corta pari a 2,0 anni e una maturity di 3,5 anni. Nel corso del 2019 inoltre scadranno €1,3 miliardi di titoli di Stato italiani generando nuove opportunità di investimento.

Positivo il risultato delle commissioni lorde che si sono avvantaggiate della crescita dell’8% delle commissioni di gestione (a €634 milioni), così come del balzo in avanti del 18% delle commissioni bancarie e d’ingresso (a €69 milioni), grazie al successo delle molteplici iniziative nei servizi di diversificazione e protezione dei patrimoni. Le commissioni variabili invece si sono più che dimezzate rispetto all’anno prima, scendendo del 66% a €38,6 milioni, risentendo delle complessità di mercati in cui sono venute meno le tradizionali decorrelazioni tra le diverse assetclass.

I costi operativi sono risultati pari a €196,6 milioni (+4,6%), di cui €7,1 milioni di natura straordinaria per le operazioni di crescita esterna, il trasferimento degli uffici amministrativi a Milano nella avveniristica ‘Torre Hadid’, lo sviluppo di progetti strategici e i contributi addizionali al Fondi di Risoluzione Nazionale per i pregressi salvataggi bancari. Al netto di queste voci straordinarie, i costi operativi sarebbero risultati pressoché invariati (+0,9%) dimostrando la capacità di sfruttare la leva operativa a fronte di un costante impulso alla crescita dimensionale. L’efficienza operativa si trova riflessa nella bassa incidenza dei costi sulle masse complessive (34 bps nell’anno; 32 bps al netto dei costi straordinari) così come nel cost/income (41,7% nell’anno; 42,3% al netto delle voci straordinarie).

Nel periodo si sono registrate rettifiche di valore nette per €7,3 milioni (€5,4 milioni nel 2017) riferibili perlopiù a rettifiche collettive nella valutazione del portafoglio titoli della banca in base ai nuovi criteri di calcolo introdotti con il nuovo principio contabile IFRS 9. Le rettifiche si riferiscono in particolare al portafoglio di titoli di Stato italiani. Gli accantonamenti dell’anno si sono attestati a €25,4 milioni di cui €4,7 milioni di natura straordinaria per la riorganizzazione della rete che porterà ad una riduzione prospettica nella base di costi ricorrenti.

Per quanto riguarda gli indicatori di patrimonio, gli attivi della Banca sono cresciuti in maniera importante per effetto della continua espansione della raccolta retail raggiungendo i €9.736 milioni, +8,3% rispetto al 2017. I depositi da clientela sono aumentati del 18,8% a €8.547 milioni. Gli indici patrimoniali al 31 dicembre si confermano su livelli di eccellenza nonostante l’esposizione alle dinamiche del debito sovrano: il CET 1 ratio si attesta al 17,5% e il Total Capital ratio al 19,0% con un’eccedenza di capitale rispetto ai requisiti regolamentari pari a €311 milioni. La solidità degli indici tiene conto della proposta di dividendo di €1,25 per azione che il CDA ha deliberato di presentare all’Assemblea degli azionisti convocata per il 18 Aprile p.v. in prima convocazione.

Infine, gli indicatori di liquidità della banca si confermano su livelli molto elevati: LCR-Liquidity Coverage ratio al 393% (dal 414% nel 2017) e il NSFR-Net Stable Funding ratio a 197% (da 207% nel 2017).

Risultati economici del quarto trimestre 2018:

L’utile netto del quarto trimestre si è attestato a €44,3 milioni contro i €56,8 milioni dello scorso esercizio. Il confronto è influenzato dalla straordinaria volatilità dei mercati finanziari degli ultimi mesi che ha limitato le commissioni di performance (€2 milioni contro i €32,3 milioni registrati nel quarto trimestre 2017).

Nel trimestre si sono poi registrate poste straordinarie per €5,3 milioni dovute a costi e accantonamenti, controbilanciate dalla nuova impostazione contabile sugli incentivi ordinari.

I ricavi ricorrenti hanno beneficiato della ripresa del margine d’interesse (€15,7 milioni, +9,8%) e della solidità delle commissioni lorde ricorrenti (€173 milioni) grazie al successo delle iniziative avviate nella diversificazione dei ricavi.

I costi operativi, al netto delle poste straordinarie, si sono mantenuti pressoché stabili rispetto allo scorso esercizio a conferma della disciplina nella gestione pur a fronte delle molteplici iniziative avviate.
L’utile netto sconta, come detto, il venir meno del contributo dalle voci variabili e gli accantonamenti straordinari per la riorganizzazione della rete.

Raccolta netta e masse in gestione al 31 dicembre 2018

Le masse totali sono cresciute a fine anno del 3% a €57,5 miliardi. Considerando nel perimetro anche le masse delle società in via di acquisizione (Valeur e Nextam) il livello complessivo raggiunge i €60 miliardi.

Nell’esercizio è fortemente aumentata la componente di liquidità e di risparmio amministrato (€14,8 miliardi, +15,6%). L’incremento della liquidità e dell’amministrato risulta fisiologico nei momenti di forte volatilità dei mercati finanziari come quella che ha caratterizzato il 2018 e tende a riassorbirsi a favore di soluzioni di portafoglio diversificate nei trimestri successivi, creando opportunità di ulteriore crescita. Nello specifico:
– I depositi (c/c a vista) sono aumentati a €7,1 miliardi (+20% a/a), il 12% delle masse totali
– Il risparmio amministrato pari a €7,6 miliardi (+12% a/a), il 13% delle masse totali.

Le soluzioni gestite e assicurative hanno toccato i €42,7 miliardi. Tra queste:
– Le soluzioni contenitore (Wrappers) hanno raggiunto i €14,1 miliardi (€14,4 miliardi a fine 2017), il 25% delle masse totali
– Le soluzioni assicurative tradizionali sono cresciute a €15,4 miliardi (+3% a/a), il 27% delle masse totali
– I Fondi/SICAV sono risultati pari a €13,2 miliardi (€13,6 miliardi a fine 2017), e rappresentano il 23% del totale.
Il valore delle masse con contratto di consulenza evoluta (Advisory) a fine 2018 era pari a €2,3 miliardi, il 4% delle masse complessive.

Si ricorda inoltre che la raccolta netta nel 2018 è stata pari a €5,0 miliardi, di cui
– €2,8 miliardi in conti correnti e risparmio amministrato.
– €1,7 miliardi in soluzioni gestite
– €0,5 miliardi in polizze assicurative tradizionali.

La composizione della raccolta nel periodo è stata influenzata dalla forte volatilità dei mercati finanziari che in queste condizioni porta a rimandare le decisioni di investimento e ad un profilo di investimento più difensivo.

Raccolta netta al 31 gennaio 2019

La raccolta di gennaio è risultata positiva per €430 milioni, in sensibile crescita rispetto agli ultimi mesi del 2018.

La composizione della raccolta continua ad essere orientata verso le soluzioni più difensive: liquidità (€248 milioni in c/c), risparmio amministrato (€137 milioni) e polizze assicurative tradizionali (€69 milioni). Il contesto di volatilità di fine 2018 ha portato gli investitori ad un atteggiamento prudente complici anche le incertezze sul ciclo economico.

Tra i prodotti amministrati, sono stati collocati €48,8 milioni tra nuove emissioni di certificates/private placement e collocamenti di primario.

I contratti di consulenza evoluta (Advisory) sono saliti a fine gennaio di 180 milioni raggiungendo i €2,5 miliardi a fine mese.

Prevedibile evoluzione della gestione

I timori di normalizzazione della politica monetaria dalle banche centrali e il rallentamento della congiuntura hanno acuito i timori degli investitori nell’ultima parte del 2018 penalizzando fortemente le gestioni attive, sorprese dall’assenza di decorrelazione tra le varie asset-class. La solidità delle imprese si confronta con un quadro macro caratterizzato da molteplici incognite che, se da un lato suggerisce prudenza, dall’altro rivela anche opportunità dall’accurata selezione delle aree geografiche e dai settori più coinvolti dalle politiche di sviluppo. In questo contesto Banca Generali si presenta di fronte alle sfide di mercato forte di una gamma di offerta ancor più ampia e diversificata che si caratterizza per qualità e innovazione, annoverando nuove soluzioni al servizio anche delle imprese e degli imprenditori, oltre ad un approccio fortemente distintivo alle tematiche di sostenibilità. Il grande lavoro nel digitale contempla poi una rinnovata presenza del brand che andrà a rafforzare, e a valorizzare ulteriormente, la consulenza dei private banker sul territorio. Soluzioni sempre più su misura sul modello dei family office e diversificazione anche geografica, con la crescita sulla piazza elvetica, rappresentano un ulteriore mix di elementi che lasciano presagire nuove opportunità nel segmento private, così come nell’acquisizione di nuova clientela. Entrambi le azioni sono i pilastri del piano industriale triennale che punta a fare di Banca Generali un punto di riferimento per crescita sostenibile nel panorama delle società finanziarie.

Il commento di Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato e Direttore Generale

Un risultato molto solido di cui siamo soddisfatti per la forza di tutte quelle voci ricorrenti che testimoniano la validità e sostenibilità del nostro modello di business. In un anno contrassegnato dalla forte volatilità dei mercati che ha impattato i ricavi variabili, siamo riusciti non solo ad aumentare le dimensioni delle masse e il perimetro dei clienti, ma anche a gettare le basi per un nuovo slancio nella crescita futura siglando due operazioni straordinarie e sancendo una partnership di grande importanza come quella con Saxo. Abbiamo allargato la gamma d’offerta presentandoci in modo ancor più distintivo e competitivo nelle soluzioni di investimento, lanciato tanti nuovi progetti all’avanguardia, e quasi raddoppiato le dimensioni delle masse sotto consulenza evoluta, raccogliendo crescenti consensi nei servizi di wealth management che ci avvicinano ulteriormente agli imprenditori. Nonostante la prudenza sulla congiuntura globale e le incognite geopolitiche all’orizzonte continuiamo a registrare il dinamismo di una domanda che ci riconosce qualità e professionalità, e per questo siamo fiduciosi di poter continuare a crescere guadagnando quote di mercato nel settore del risparmio.

 


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