Consulenti, rinvio in vista per i rendiconti Mifid 2

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Abi, Assoreti, Assosim e Assogestioni chiedono chiarimenti all’Esma

Avatar di Redazione8 febbraio 2019 | 10:02

Abi, Assoreti, Assosim e Assogestioni fanno fronte comune. Vogliono avere chiarimenti sui nuovi rendiconti periodici da inviare alla clientela, che in linea con la direttiva europea Mifid 2 dovranno esplicitare i costi in valore assoluto e non solo in percentuale. Secondo quanto rivelato da Il Sole 24 Ore, gli intermediari hanno chiesto a Consob di proporre all’Esma, l’omologo su scala europea dell’authority italiana, l’avvio di un tavolo di lavoro per fugare i dubbi sulla stesura dell’informativa. Questo potrebbe portare – qualora la richiesta venisse accettata – a un posticipo sull’invio dei nuovi rendiconti, in programma per i primi mesi del 2019 (inizialmente la deadline era marzo 2019) sui dati relativi al 2018.

Le quattro associazioni hanno redatto una lista di punti su cui sperano di avviare un dialogo con l’Esma, non delle semplici risposte. Di seguito, un riassunto della lista di punti esposta da Il Sole 24 Ore:

  • Si ritiene possibile tenere separati i rendiconti delle gestioni di portafogli da quelli sui costi relativi ad altri servizi d’investimento;
  • Rendicontare separatamente costi e oneri di servizio quando non funzionalmente collegati;
  • Servizi d’investimento e/o accessori ai pagamenti ricevuti da terze parti, strumenti finanziari e costi del portafoglio. Si ritiene che per ognuna di queste voci possano essere forniti importi aggregati, cioè espressi sia in forma monetaria che percentuale;
  • Si ritiene che la rendicontazione dei costi relativa al servizio di gestione di portafogli comprenda tutti i costi ed oneri supportati dal cliente in relazione alla gestione;
  • E’ essenziale identificare la base di calcolo della rendicontazione di costi e oneri. Si ritiene che la base di calcolo che si presta meglio sia rappresentata dalla “giacenza media/versato medio” di portafoglio del cliente, utilizzata per il calcolo del rendimento con la metodologia Money Weighted Rate of Return;
  • Si ritiene possibile assolvere l’obbligo di rendicontazione dell’impatto dei costi sul rendimento tramite l’indicazione dei costi in rapporto al portafoglio del cliente;
  • Chiedono di inviare i rendiconti nel corso del 2019, riferiti al 2018, solo dopo aver ricevuto tutte le informazioni dai diversi produttori e aver effettuato le elaborazioni dei dati, cosa che richiede tempi tecnici.

5 commenti

  • Avatar gio says:

    ma, e fino ad oggi, come li hanno comuniati ai clienti questio costi????????

  • Avatar Emanuele says:

    A parole si parla sempre del cliente al centro degli interessi dei servizi di consulenza, ma quando poi Mifid 2 impone maggiore trasparenza nella esplicitazione dei costi, ecco che il settore va in crisi. Viene da ridere, per non piangere

  • Avatar Fino 67 says:

    Mi sembra il minimo. Le associazioni devono tutelare i professionisti e una rendicontazione selvaggia e non uniformata può generare solo confusione nella clientela

  • Avatar Roberta V. says:

    Vergogna. Atteggiamento che si commenta da solo.

  • Avatar Antonio says:

    La chiarezza non fa mai male. Ancora oggi mi sembra che ci sia tanta confusione sull’argomento. So che alcune società presenteranno prospetti snelli e chiari, mentre altre mallopponi illeggibili. Vi sembra giusto?.

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