Consulenti, la storia della locomotiva blu

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C’era una volta…

Avatar di Redazione19 febbraio 2019 | 10:45

Articolo a cura di Maria Grazia Rinaldi

Una delle storie che ascoltavo da bambina e che ricordo con immenso piacere, è la storia della piccola locomotiva. Un giorno la locomotiva che trainava il treno su per la montagna si ruppe. Nel mentre, una grande locomotiva che passava di lì, fu chiesto di trainare quei vagoni su per la collina, ma la locomotiva si rifiutò senza pensarci neppure troppo. Dopo un po’ passò un’altra locomotiva, neanche questa si fermò per aiutare il piccolo treno a salire.

Ne passarono altre e nessuna si fermò, fino a quando arrivò la locomotiva blu. Anche a lei fu chiesto di portare quei vagoni al di là della collina. La piccola locomotiva blu sapeva di non essere molto grande e che il suo utilizzo serviva soltanto allo smistamento dei vagoni. Non era mai stata su una collina, aveva un po’ paura ma non voleva deludere i bambini che attendevano felici tutti quei regali che erano sul treno. Così disse: “Credo di potercela fare. Credo di potercela fare. Credo di potercela fare”. Con questa convinzione mentale, la piccola locomotiva blu raggiunse la cima della collina. Quando scese disse: “Sapevo di potercela fare!”

Credenze da eliminare
Da questa piccola storia si evince il potere delle nostre convinzioni e si comprende quanto forte sia la relazione con il successo o l’insuccesso. Ci sono credenze che abbiamo accettato come se fossero vere, solo perché le abbiamo ereditate da qualcuno importante per noi. Chiediamoci ora, da adulti, se queste convinzioni siano quelle giuste per noi, se davvero ci portano a vivere una vita felice e appagante, la vita che abbiamo sognato di avere.

Cambio di prospettiva
È doveroso fermarci a riflettere sulle nostre convinzioni: possono essere un nemico o un alleato, possono imprigionarci o incrementare il nostro potenziale? Chiediamoci da cosa sono state originate le nostre convinzioni. Cerchiamo di capire quali sono gli episodi, le circostanze, gli input ambientali che le hanno generate. Diventiamone consapevoli per essere capaci di gestirle. Quanto influenzerà i nostri risultati il credere di riuscire o non riuscire? Prendere atto delle nostre convinzioni disfunzionali e sostituirle con alcune più potenzianti, può permetterci addirittura, a volte, di cambiare vita. Se da bambino qualcuno ha creduto che non eravamo abbastanza capaci, in conseguenza di questo suo credo, ci ha trattati come dei bambini poco capaci.

Un circolo vizioso
Inconsciamente noi lo abbiamo percepito e interiorizzato, iniziando a pensare di essere davvero non all’altezza e abbiamo iniziato a comportarci di conseguenza. La gravità è che si instaura così un circolo vizioso per cui, se non riusciamo a scardinare questo meccanismo, finiamo per essere realmente proprio ciò che qualcuno aveva immaginato che noi fossimo. Noi siamo invece molto di più rispetto a quello che abbiamo sempre pensato di essere.


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