Pianificazione successoria: fedecommesso, un pericoloso sconosciuto

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Avatar di Redazione22 febbraio 2019 | 11:14

La pianificazione successoria è un argomento che sta sempre più entrando a fare parte delle competenze del consulente finanziario moderno, la cui preparazione richiesta è necessariamente a 360 gradi. A tal proposito vi riportiamo di seguito un interessante approfondimento “botta e risposta” a cura dell’ Avv. Riccardo de Caria, dello studio legale Vlachos ripreso dal portale Benessere Patrimoniale, che fa il punto su un rischio nascosto e poco conosciuto in tema di testamento: il fedecommesso.

Caro Avvocato,

ho finalmente deciso di fare testamento.
Vorrei lasciare sin da subito i miei soldi ai miei 2 figli Marco e Luca per aiutarli a metter su famiglia. Le mie case al mare e in montagna, invece, vorrei che andassero a mia moglie Paola assieme ad una piccola somma di denaro, così che possa godersi la pensione serenamente.
Vorrei però che, dopo la morte di Paola, la casa al mare andasse a Luca e quella in montagna a Marco.
Il valore delle due case è praticamente lo stesso ed equivale grossomodo al valore delle somme in banca.

Ho cercato su internet e scritto un testamento in cui ho espresso queste mie volontà. Potrebbe per piacere soltanto vedere se è tutto a posto?

Caro Cliente,

ha fatto molto bene a chiedere un consiglio, perché purtroppo il testamento che ha redatto contiene delle disposizioni nulle. In particolare, la Sua indicazione che le seconde case vadano subito a Sua moglie, e alla morte di Sua moglie passino ai Suoi figli, costituisce un cosiddetto fedecommesso, vietato dalla legge.

Il nostro codice civile, infatti, all’articolo 692, consente la cosiddetta sostituzione fedecommissaria solo in alcuni casi specifici, ma il caso della Sua famiglia non vi rientra.

Per fortuna esistono delle valide alternative, che Le consentono di realizzare il Suo obiettivo di protezione di Sua moglie, raggiungendo comunque lo stesso risultato di far arrivare in ultimo gli immobili ai Suoi due figli.
In particolare, potrebbe lasciare la nuda proprietà degli immobili direttamente a Marco e Luca, attribuendo l’usufrutto a Paola su entrambi gli immobili.

In tal modo, infatti, finché sarà in vita Sua moglie Paola potrà di fatto godere degli immobili come se fosse proprietaria (ad es. percependo lei i canoni di eventuali locazioni). Alla morte di Sua moglie, i Suoi figli diverranno automaticamente pieni proprietari ciascuno dell’immobile assegnato, senza bisogno di ulteriori passaggi.

Questa soluzione è perfettamente conforme alla legge, e Lei potrebbe addirittura anticiparla con un atto tra vivi, senza rinviare alla Sua successione.

Così facendo, otterrebbe consistenti benefici, sia fiscali, sia di prevenzione di possibili liti tra i Suoi eredi. Il tutto, con poche righe di un testamento (ben fatto).

Naturalmente, occorre assicurarsi che siano rispettate le quote riservate ai legittimari dalla legge, per evitare – ad esempio – che la quota riservata a Paola venga lesa. Inoltre, sarebbe opportuno prevedere espressamente i suoi desideri nel caso in cui invece Paola (o uno dei Suoi figli) non ci fossero più al momento della Sua morte.

Ma quel che conta è che la legge Le offre gli strumenti per soddisfare la Sua volontà, facendo anche risparmiare molti soldi ai Suo eredi: deve però fare molta attenzione al fedecommesso, perché se facesse un testamento contenente una sostituzione fedecommissaria, vi sarebbe il concretissimo rischio che tutti quei benefici vadano in fumo, e le Sue volontà vengano completamente frustrate.

Fare testamento, quindi, ma farlo con estrema cautela.


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