Rendiconti Mifid 2, Bufi: ben venga la “reprimenda” Consob

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di Andrea Telara 4 Marzo 2019 | 17:07
Il presidente dell’Anasf si dice confortato dalla presa di posizione dell’authority

“Mi sento confortato perché ora la Consob non fa che confermare quello che ho sostenuto nelle scorse settimane”. Così Maurizio Bufi, presidente dell’AnasfMaurizio Bufi, commenta la presa di posizione della Consob riguardo ai rendiconti dei costi dei prodotti finanziari previsti dalla direttiva europea Mifid 2. Come sa bene chi ha seguito le vicende, alcune associazioni di categoria rappresentative delle banche, delle sgr e degli intermediari (Abi, Assoreti, Assogestioni e Assosim) hanno elaborato un documento congiunto per chiedere all’Esma (la Consob europea) chiarimenti sui nuovi prospetti previsti da Mifid 2 (si veda qui la notizia). Il che, è stato visto da alcuni osservatori come un tentativo delle banche e degli intermediari di far slittare l’invio ai risparmiatori di questi nuovi documenti, che hanno appunto  il compito di accrescere la trasparenza dei costi dei prodotti finanziari. Nei giorni scorsi, però, la Consob è intervenuta a gamba tesa sull’argomento (si veda qui la notizia) richiamando le banche e gli intermediari a inviare i rendiconti di Mifid 2, senza se e senza ma.

“Si tratta di una reprimenda che non fa che confortare le opinioni da me espresse umilmente in qualità di rappresentanza di un’associazione di categoria”, dice Bufi conversando con Bluerating.com. Nei giorni scorsi, infatti, il presidente dell’Anasf, non ha nascosto tutte le sue perplessità sul documento inviato all’Esma (tramite la Consob) dalle sigle degli intermediari aggiungendo che, “se dovesse comportare uno slittamento in avanti del recapito dei rendiconti, allora sicuramente saremmo di fronte a una iniziativa fuori tempo massimo”. Per Bufi, insomma, a dargli man forte, è arrivata ora la presa di posizione ufficiale di un’authority. “A questo punto, aggiunge ancora il presidente dell’Anasf, “non posso che esprimere un rammarico: da parte degli intermediari non c’è stata purtroppo la volontà di confrontarsi con noi, che siamo l’associazione più rappresentativa dei consulenti finanziari, su un tema importante come appunto la trasparenza dei costi dei prodotti”.

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