Cassazione, arriva la beffa dei buoni postali

A
A
A
di Marcello Astorri 13 Marzo 2019 | 10:14
I tassi d’interesse dei buoni emessi prima del 1999 possono essere rivisti con un decreto ministeriale

In base a una sentenza della Cassazione, lo Stato può ricalcolare i rendimenti sui buoni postali emessi prima del 1999. Basta un decreto ministeriale e chi ha investito in buoni fruttiferi potrebbe vedersi cambiare il tasso di interesse. Anche senza essere informato. Come scrive MF, il  provvedimento delle Sezioni Unite, emesso lo scorso 11 febbraio, ha ribaltato una sentenza precedente del 2007.

I motivi della sentenza

In quell’occasione la corte specificò che sottoscrivere un buono postale equivale a firmare un contratto, per cui i termini non possono essere modificati successivamente. Però la nuova sentenza smentisce tutto: l’investimento in buoni fruttiferi postali, infatti, era regolato da una vecchia legge del Codice Postale, che risale al 1973, e in cui all’articolo 173 si diceva che “le variazioni del saggio d’interesse sono disposte con decreto del ministro per il Tesoro”. Il Codice postale fu abrogato nel 1999 dal decreto legislativo 284, con cui si è stabilito che libretti e buoni sottoscritti in precedenza continuavano a essere validi secondo le leggi anteriori. Da qui, trae fondamento la sentenza della Cassazione.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Buoni Postali, come ottenere fino al 2,5% all’anno

Buoni postali, spiraglio rimborsi per i risparmiatori

“Good news” per i possessori dei Buoni postali 1986

NEWSLETTER
Iscriviti
X