Consulenti, pubblicità ma corretta

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di Elio Conti Nibali 22 Marzo 2019 | 08:30
Non si può denigrare la professionalità dei cf solo per motivi di advertising.

di Elio Conti Nibali (nella foto) consulente finanziario, vicepresidente Ocf

La pubblicità è l’anima del commercio, regola aurea negli affari, ma nel mondo del risparmio sarebbe meglio rammentare anche qualche altra regola. Per esempio, come recita la “Carta dei diritti dei risparmiatori” che Anasf ha proposto al mercato fin dal 2005, la pubblicità deve essere paleseveritiera e corretta.  Già corretta.

E se deve essere corretta non può essere allusiva e men che mai denigratoria. E allora, resettiamo tutto e diciamolo con chiarezza: è interesse dei risparmiatori che venga valorizzata la categoria professionale dei consulenti finanziari che, lo dicono i fatti, hanno sempre dimostrato attenzione al cliente e aiutato il mercato a diventare più efficiente.

Una professione che ha costruito passo dopo passo il suo percorso, accompagnando la propria crescita con l’evoluzione della normativa e della regolamentazione specifica; una professione che dalla Mifid ha avuto la conferma che è il modello italiano a fare scuola in Europa; una professione che può essere attrattiva per chi voglia accompagnare gli investitori nella realizzazione dei propri progetti di vita.Tornando allora ai messaggi pubblicitari, meglio sarebbe che per “piazzare” la propria mercanzia si evitasse di denigrare. Non giova ai novelli venditori, non serve assolutamente ai risparmiatori.

 

 

 

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