Fondi e commissioni di incentivo, la pacchia è finita

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di Redazione 25 Marzo 2019 | 11:32

Con l’arrivo dei nuovi rendiconti Mifid 2, anche le ultime case di gestione italiane stanno rivedendo la metodologia di calcolo delle commissioni extra performance sui loro fondi comuni domiciliati in Paesi come Lussemburgo e Irlanda. L’intento sarebbe renderle più eque nei confronti dei sottoscrittori, dopo che per due decenni queste commissioni d’incentivo sono state prelevate con troppa facilità.

Plus24, l’inserto settimanale del Sole 24 Ore, spiega che Mediolanum, dall’inizio del 2019, ha cambiato il lasso di tempo utilizzato per il calcolo, passando da una base mensile a una annuale e introducendo l’high water mark, una clausola che stabilisce un criterio di calcolo della performance che tiene conto di rendimenti positivi ma anche delle perdite pregresse. Tuttavia, ha ritoccato al rialzo le spese di gestione.

Anche Azimut ha rivisto le procedure di calcolo, ma il suo presidente, Pietro Giuliani, ha detto, come riporta Plus24, che saranno riviste le commissioni fisse di gestione. Infine, Banca Generali procede per gradi: ha già introdotto un prodotto nuovo, con un sistema di calcolo della fee a 12 mesi, ma, sempre secondo Plus24, non avrebbe ancora rivisto tutta la gamma.

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