Salone del Risparmio 2019, tutti i numeri

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Si è chiusa ieri a Milano la consueta manifestazione dedicata al mondo degli investimenti e organizzata da Assogestioni. Cronaca della conferenza di chiusura e bilancio della kermesse

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi5 aprile 2019 | 09:43

 Si è chiusala decima edizione del Salone del Risparmio conclusasi ieri: superati i 15.700 visitatori in tre giorni, per oltre 100 conferenze, più di 300 speaker nazionali e internazionali e oltre 150 marchi. Un buon successo anche per il progetto ICU, “Il tuo Capitale Umano” con 22 sgr aderenti al progetto. Sono stati offerti 40 stage, oltre 600 ragazzi sono stati aggiunti attraverso il roadshow in 10 università in Italia; 200 studenti universitari sono stati convocati per un colloquio e oltre 200 si sono iscritti agli speed date con le aziende; 1900 candidature caricate sulla piattaforma e oltre 300 i partecipanti alla conferenza dedicata agli studenti universitari. Ecco la cronaca della conferenza di chiusura.

Il capitalismo finanziario globale, così come è stato impostato, non è sostenibile. I principi di reciprocità, responsabilità e redistribuzione sono stati sempre più messi da parte da un modello di crescita che pone la ricerca del profitto sopra ogni cosa. E, in tutto questo, realtà finanziarie come gli hedge fund sono pienamente responsabili del crollo della dimensione etica. Jeffrey Sachs, uno dei principali esperti a livello mondiale in tema di sviluppo economico, sostenibilità e lotta alla povertà, direttore del Centro dello Sviluppo Sostenibile della Columbia University e consigliere dell’Onu, nel suo keynote speech della conferenza plenaria di chiusura del Salone del Risparmio 2019, non usa mezzi termini. «Abbiamo bisogno di una società educata e inclusiva, di una migliore distribuzione della ricchezza, di smettere di distruggere il nostro pianeta: per garantirci un futuro dobbiamo lavorare con il massimo impegno allo sviluppo sostenibile», ha precisato. «Occorre ripensare il sistema economico. Così come è non funziona: sono tutti ossessionati dall’andamento del Pil mentre gli individui sono sempre più depressi e ansiosi. Ci vorrebbe quindi un approccio che ci consenta di migliorare la società e realizzarne le ambizioni. Il concetto di sviluppo sostenibile è nato 27 anni fa e stiamo ancora cercando di realizzarlo. Sono quattro le dimensioni da considerare: lo standard materiale di vita, il benessere, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale», ha aggiunto. La conferenza di chiusura del Salone di ieri, del resto, ha voluto essere un’occasione per riflettere su come il settore del risparmio gestito possa contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi contenuti nei Sustainable Development Goals dell’Onu. Sachs ha proseguito: «una crescita incontrollata al 3-4% è un disastro per il pianeta se non è calmierata dal filtro dello sviluppo sostenibile. C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui misuriamo l’economia. Lo sviluppo sostenibile è possibile. Stiamo lavorando per arrivarci? Non direi. Non ancora, almeno. Ma dobbiamo farlo se vogliamo garantire un futuro al pianeta».

Obiettivo tassonomia. All’intervento di Sachs è seguito quello di Paolo Ciocca, Commissario Consob, che ha fatto il punto sui parametri di valutazione, sempre da un punto di vista sostenibile, delle società quotate o che si vogliono quotare. E per farlo è partito dalle basi, spiegando che il regolatore non può permettersi uno strabismo: «il perseguimento di obiettivi di sostenibilità finanziaria non può prescindere da una visione integrata di due mondi. Quello dell’intermediazione mobiliare e quello relativo alla disclosure delle informazioni non finanziarie». È fondamentale da parte del regolatore guardare alla protezione dell’investitore. «La sostenibilità si integra all’interno di una missione più ampia. In questo senso, la direttiva 2014 ha introdotto l’obbligo per gli enti di interesse pubblico di presentare la dichiarazione sulle cosiddette non financial information. E a oggi, i soggetti che hanno predisposto questa dichiarazione sono già 210. Lato intermediazione mobiliare, e quindi prodotti, poi, il legislatore comunitario sta sostenendo attivamente l’evoluzione della finanza sostenibile. L’Action Plan dell’8 marzo 2018, per esempio, persegue l’obiettivo di sostenere e allocare capitali privati in attività sostenibili», ha proseguito il commissario Consob. Ora, uno degli obiettivi che si è preposta la Commissione europea è l’individuazione di un framework normativo che classifichi le attività sostenibili con criteri uniformi: la cosiddetta tassonomia. «Lo fa per assicurare che i partecipanti ai mercati finanziari integrino i fattori Esg all’interno dei loro processi di offerta e ne informino correttamente il cliente», ha concluso.

 

 


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