Caro gestore, io non mi fido

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Marcello Astorri di Marcello Astorri9 aprile 2019 | 12:37

Gestione attiva? Meno di un investitore istituzionale su quattro ritiene che i portafogli gestiti attivamente giustifichino i costi. Va meglio in Italia, dove il 73% è convinto che i gestori abili possano portare a una performance superiore, a fronte del 50% che lo pensa a livello globale. Sono alcuni dei dati più interessanti di uno studio di Allianz Global Investor, dal titolo “Staying Active: how to regain trust in active management” (Restare attivi: come riconquistare la fiducia nella gestione attiva), condotto su un campione di 500 investitori istituzionali di tutto il mondo (di cui 30 italiani) con un patrimonio gestito di 15.000 miliardi di dollari. I risultati evidenziano come i gestori attivi si trovino nella posizione migliore per aiutare gli investitori a superare le sfide giudicate importanti, ma godano di scarsa fiducia.

I gestori? Sono nella posizione migliore per cogliere le opportunità sui mercati

Questo accade nonostante il 71% del campione mondiale e addirittura il 90% di quello italiano dichiari che i gestori attivi siano nella posizione migliore per sfruttare appieno le opportunità di investimento offerte dalla trasformazione digitale. Dalla ricerca emerge che la performance, per quanto importante, non rappresenta l’unico fattore su cui si basa la scelta del gestore da parte dell’investitore: per il 48% dei partecipanti è uno dei primi 3 criteri di selezione. “Questo report dovrebbe rappresentare uno stimolo importante per quanti nel nostro settore devono ancora comprendere i profondi mutamenti in atto”, ha commentato Andreas Utermann, CEO di Allianz Global Investors, “Nel difficile contesto di mercato attuale, la gestione attiva è più importante che mai. In effetti, solo un approccio attivo consente di offrire soluzioni personalizzate in grado di rispondere alle esigenze individuate dal nostro studio in tema di tecnologie “disruptive”, modelli commissionali innovativi e principi ESG. Per distinguersi e progredire in un mercato affollato e in consolidamento, è fondamentale rimanere fortemente focalizzati sul soddisfacimento delle aspettative del cliente.”

Meglio una relazione di lungo periodo con le società di gestione

Gli intervistati hanno inoltre espresso una chiara preferenza per le relazioni di lungo periodo e ad ampio spettro con le società di gestione in grado di comprendere i propri obiettivi finanziari e le criticità (41%). Al gestore si chiede inoltre la capacità di evolvere in linea con le esigenze del cliente, con possibili vantaggi per entrambe le parti (40%).

Lo studio individua 5 aree chiave in cui gli asset manager dovrebbero migliorare il servizio per riconquistare la fiducia degli investitori e creare relazioni di lungo periodo:

  • Offrire approcci al rischio innovativi: meno di metà degli intervistati ritiene di disporre di soluzioni e strumenti adeguati per far fronte al tail risk.
  • Promuovere gli investimenti ESG (Environmental, Social, Governance): il 61% del campione riconosce ai gestori attivi una funzione di stewardship maggiore rispetto ai gestori passivi – sotto questo aspetto l’Italia spicca con una percentuale del 93%. Il 72% dei soggetti istituzionali intende gestire l’intero patrimonio nel rispetto dei principi ESG entro il 2030, e quasi 2 su 5 (38%) entro il 2025. Anche in questo caso l’Italia si distingue per percentuali decisamente più alte, rispettivamente l’80% e il 53%.
  • Fornire maggiori informazioni sulle soluzioni di investimento alternative: il 45% è disorientato dall’ingente offerta di nuovi prodotti e il 61% (il 77% in Italia) afferma che allocherebbe maggiori risorse alle strategie alternative se fossero più chiare.
  • Far leva sulla tecnologia per offrire un risultato migliore al cliente: il 61% degli investitori istituzionali ritiene che i gestori attivi siano maggiormente in grado di cogliere le opportunità di mercato sfruttando intelligenza artificiale e big data.
  • Promuovere modelli innovativi sulle commissioni: il 68% chiede strutture commissionali legate alla performance.

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