Quanto costano i consulenti a Banca Generali

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Andrea Telara di Andrea Telara 12 Aprile 2019 | 12:00
La composizione della rete, le attività di formazione e le politiche di remunerazione dei cf della società guidata da Gian Maria Mossa, secondo quanto emerge dalla relazione integrata sulla gestione che accompagna il bilancio del 2018.

342 donne e 1.643 uomini, che gestiscono in media 146 clienti a testa, amministrano un patrimonio di 28,9 milioni ciascuno e hanno raccolto nel 2018  circa 2,5 milioni (una cifra superiore dell’88% alla media del settore). Ecco la fotografia della rete di Banca Generali (con dati aggiornati al 31 dicembre dello scorso anno), secondo la Relazione Integrata sulla gestione che accompagna il bilancio dell’ultimo esercizio. Il documento preparato dagli amministratori  verrà esaminato dall’assemblea della banca il prossimo 13 aprile e contiene molti dati interessanti sulle attività dei cf  della società, dalla formazione professionale alle politiche di remunerazione.

PRESENZA SUL TERRITORIO – Secondo l’ultimo bilancio, la rete di Banca Generali è presente sul territorio con 212 strutture, di cui 46 succursali e 166 uffici. La squadra di consulenti finanziari si compone di 1.201 professionisti con più di 50 anni (il 60% del totale), di altri 767 cf con un ‘età compresa tra 30 e 50 anni (39%) e di una quota residuale di financial advisor under 30 (in totale 17 professionisti, corrispondenti all’1% della rete).

LA FORMAZIONE- Nel corso del 2018, i consulenti di Banca Generali hanno beneficiato mediamente di attività di formazione per 63 ore a testa, con un’ assoluta parità su questo fronte tra gli uomini e le donne. Il training si è concentrato su argomenti normativi (come la direttiva Mifid 2 e  il suo impatto nella relazione con il cliente), sulle novità nei servizi della banca (soprattutto legate alla piattaforma di consulenza evoluta Bg Personal Advisory) e su altri argomenti come le tecniche di costruzione del portafoglio o  l’utilizzo dei certificati d’investimento.

REMUNERAZIONE E INCENTIVI- Buona parte della Relazione Integrata è dedicaea ovviamente alle politiche di remunerazione e d’incentivo alla rete dei consulenti finanziari. In linea di principio, gli amministratori affermano che “ i programmi di incentivazione, che tipicamente nel settore rappresentano un elemento critico, non fanno alcun riferimento al collocamento di specifici prodotti ma premiano la capacità di coloro che vi sono coinvolti nell’incrementare genericamente il perimetro d’offerta, per esempio attraverso l’acquisizione di nuova clientela o lo sviluppo di quella esistente”.

Secondo i dati contabili di Banca Generali, le provvigioni ordinarie riconosciute o stanziate a favore della rete di consulenti finanziari, hanno raggiunto nel 2018 i 250,7 milioni di euro con una crescita di 24,9 milioni rispetto all’esercizio 2017 (+11%). In calo invece le provvigioni di incentivazione, pari  a 84,9 milioni di euro, in flessione anche per una modifica alle modalità di ammortamento a bilancio di questa voce. Nel complesso, i consulenti finanziari sono costati a Banca Generali oltre 350 milioni di euro e hanno beneficiato da soli una quota di oltre il 48% del valore aggiunto generato dal gruppo, più della quota ottenuta dagli azionisti (19% circa del valore aggiunto totale) e dai dipendenti o  dagli altri collaboratori (11,4%).

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