Azimut, Fineco e Banca Generali: le sorelle dalla super crescita

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Generose con gli azionisti e con futuro che promette utili in ascesa. Le società del risparmio gestito vanno forte a Piazza Affari.

Marcello Astorri di Marcello Astorri6 maggio 2019 | 12:04

Azimut, FinecoBank e Banca Generali. Il risparmio gestito va forte a Piazza Affari, se si parla di chi garantisce agli azionisti il dividendo più ricco. Ma le similitudini fra le “sorelle” non finiscono qui, perché tutte e tre le società prevedono di mettere le ali ai profitti nel prossimo triennio.

In base alla classifica pubblicata da MF, tra i titoli con le cedole più generose spiccano Intesa San Paolo, con un rendimento del 7,3%, e appunto Azimut Holding, poco più dietro con un interessante 6,3%. Proprio la società del presidente Pietro Giuliani è uno dei gioiellini del Ftse Mib: tanto che BlackRock, il colosso del risparmio gestito americano, lo scorso 15 marzo ha voluto assicurarsi una fetta più grande del capitale, salendo al 6,452%. E per il futuro le prospettive continuano a essere buone, visto che nel prossimo triennio i piani societari parlano di una crescita media annua dei profitti del 23%. Scorrendo poi la top five dei titoli dal dividendo più sostanzioso troviamo in terza posizione UnipolSai con il 5,9% di dividend yield, poi Eni con il 5,7%. Buon quinto posto per Assicurazioni Generali, che ha un rendimento del 5,5% e un 9,9% di crescita stimata degli utili nel triennio. Banca Generali, guidata dall’ad Gian Maria Mossa, non è da meno visto che garantisce una cedola del 5,2% e utili previsti in ascesa (+9,9%). 

Scorrendo la classifica, si trovano altri titoli attivi nel risparmio gestito: per esempio, Mediobanca con un 5% di rendimento e utili stabili nei prossimi anni. Poste Italiane, invece, garantisce un rendimento del 4,9% ai suoi azionisti, malgrado le prospettive degli utili nel prossimo triennio evidenzino una lieve flessione (-2,1%). Più indietro c’è FinecoBank, con l’istituto guidato da Alessandro Foti che si fa comunque valere con rendimento del 2,8%. Le prospettive sugli utili, poi, sono molto positive: con una crescita attesa dell’11,5% per tre anni. 


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