Fineco si gode private banking e indipendenza

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Avatar di Redazione7 maggio 2019 | 09:25

Giornata di importanti numeri e dichiarazioni in casa Fineco. Ad accompagnare dei dati trimestrali convincenti che mettono in evidenza un private banking in grande spolvero, abbiamo la nota congiunta con Unicredit che di fatto sancisce la nuova era dell’indipendenza della società, accennando a possibili trattative per la cessione della quota nella squadra guidata dall’ad e dg Alessandro Foti. Ma andiamo con ordine.

Fineco: i dati della trimestrale

Il Consiglio di Amministrazione di FinecoBank S.p.A., ha approvato in data 6 maggio 2019 i risultati al 31 marzo 2019.

I Total Financial Assets al 31 marzo 2019 si attestano a €74,1 miliardi, in crescita dell’8,9% rispetto a marzo 2018. Il saldo della raccolta gestita risulta pari a € 36,0 miliardi, in rialzo del 7,3% a/a, il saldo della raccolta amministrata risulta pari a €15,2 miliardi (+9,3% a/a), il saldo della raccolta diretta risulta pari a €22,9 miliardi (+11,2% a/a) grazie alla continua crescita della base di nuovi clienti e dei depositi “transazionali”.

In particolare, i TFA riferibili alla clientela nel segmento Private Banking, ossia con asset superiori a 500.000 euro, si attestano a €29,0 miliardi, in rialzo dell’11,2% a/a. Nel primo trimestre 2019 la raccolta è stata pari a €1.711 milioni (+3% a/a), confermandosi solida, di grande qualità e ottenuta senza fare ricorso a politiche commerciali di breve periodo. L’asset mix si è mostrato maggiormente orientato verso il risparmio gestito, pari a €682 milioni nel trimestre, evidenziando comunque un approccio più cauto da parte della clientela, che predilige prodotti più conservativi. La raccolta amministrata si è attestata a €157 milioni mentre la raccolta diretta è stata pari a €872 milioni. Da inizio anno la raccolta in “Guided products & services” ha raggiunto €648 milioni e i flussi verso i nuovi servizi di consulenza evoluta Plus e Core Multiramo Target sono stati pari a €1.196 milioni, confermando l’apprezzamento da parte della clientela.

L’incidenza dei Guided Products rispetto al totale AuM è salita al 68% rispetto al 64% di marzo 2018. Al 31 marzo 2019 la rete dei consulenti finanziari è composta da 2.571 unità distribuita sul territorio con 391 negozi finanziari (Fineco Center). La raccolta nei primi tre mesi dell’anno tramite la rete di consulenti finanziari è stata pari a €1.533 milioni (in linea a/a). Si segnala che al 31 marzo 2019 Fineco Asset Management gestisce masse per €11,4 miliardi, di cui €6,4 miliardi classi retail e circa €5,0 miliardi relativi a classi istituzionali. Nei primi tre mesi del 2019 sono stati acquisiti 30.602 nuovi clienti (+2% a/a). Il numero dei clienti totali al 31 marzo 2019 è di circa 1.299.000, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A margine di questi risultati Alessandro Foti, Amministratore Delegato e Direttore Generale della società non ha potuto fare a meno di evidenziare la forza dei sopracitati numeri: “I risultati molto positivi conseguiti nel primo trimestre confermano la qualità di un modello di business in grado di affrontare tutte le fasi di mercato e di creare valore per gli azionisti nel lungo termine grazie a una strategia di crescita sana, solida e sostenibile. Un modello in grado di generare trimestre su trimestre un flusso di ricavi ben diversificato e una crescita costante di nuovi clienti, attratti dalla qualità dei servizi e della nostra customer experience, senza il ricorso a campagne commerciali di breve periodo.

Fineco e Unicredit, la svolta dell’indipendenza

UniCredit e FinecoBank hanno approvato “una serie di azioni e procedure” volte ad “assicurare a Fineco di poter operare come societa’ pienamente indipendente dal punto di vista regolamentare, di liquidita’ ed operativo, anche nel caso di potenziale futura uscita dal Gruppo UniCredit. Tali azioni concordate – si legge in un a nota congiunta – “consentirebbero a UniCredit di cogliere qualsiasi opportunita’ di mercato, anche nel breve termine, in relazione alla sua quota in Fineco”. Queste parole di fatto confermano una indiscrezione del Sole 24 Ore che parla di una cessione possibile del 10-15% della quota di Unicredit in Fineco.

Nonostante la piena indipendenza dal punto di vista commerciale, regolamentare e operativo, UniCredit e Fineco hanno anche convenuto che, in caso di una eventuale futura uscita di Fineco dal Gruppo UniCredit, Fineco, in base all’accordo di licenza esistente, possa continuare ad utilizzare determinate denominazioni e marchi figurativi contenenti il termine “Fineco” di proprieta’ di UniCredit. Il nuovo accordo proseguirà alle condizioni attuali – per consentire a Fineco di continuare a utilizzare il suo marchio distintivo – e includera’ l’opzione per Fineco di acquistare il marchio in futuro (sulla base di una serie di finestre di esercizio dell’opzione di acquisto stabilite fino al 2032)

UniCredit continuerà inoltre a fornire determinati servizi a Fineco per un determinato periodo di tempo, in linea con gli attuali termini e condizioni, inclusi l’accesso agli ATM di UniCredit e servizi amministrativi

Il Consiglio di Amministrazione di UniCredit si e’ inoltre impegnato, in caso di eventuale futura uscita di Fineco dal Gruppo UniCredit, a rinunciare a qualsiasi diritto amministrativo – relativo all’eventuale quota residua detenuta in Fineco – a nominare o revocare il Consiglio di Amministrazione di Fineco ovvero inerente ad altre materie di competenza dell’assemblea ordinaria degli azionisti, ivi inclusa l’approvazione del bilancio annuale di Fineco. Inoltre, UniCredit si asterrà dal sottoscrivere qualsiasi tipo di accordo volto a perseguire gli stessi obiettivi. Per completezza, alla data della presente comunicazione, non sono in essere accordi di questo tipo, che riguardino Fineco o le azioni di Fineco

Gli accordi prevedono, inoltre, delle previsioni standard di cambio di controllo a seguito dell’acquisizione del controllo di Fineco da parte di determinati concorrenti italiani ed europei

A seguito dell’eventuale attuazione delle disposizioni transitorie – aggiunge la nota – non sono previsti impatti significativi sulla redditività ne’ sui coefficienti di adeguatezza patrimoniale di Fineco. Il Leverage Ratio sara’ vicino al 3 per cento su base pro forma nel caso di uscita dal perimetro del Gruppo UniCredit e potrà essere ulteriormente rafforzato al di sopra del 3 per cento, attraverso la possibile emissione, nei mesi successivi, di titoli qualificabili come capitale aggiuntivo di classe 1 ai sensi del CRD IV per un importo fino a 200 milioni di euro . Non ci si aspetta che i relativi costi abbiano un impatto significativo sul capitale di Fineco.


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