Consulenti, quelli di Fineco potranno dividersi i clienti

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Parla l’amministratore della banca, Alessandro Foti: “Abbiamo creato una piattaforma di co-working per la gestione congiunta, su basi volontarie, di un singolo portafoglio”. E sul potenziale divorzio da UniCredit dice: “Siamo sempre stati indipendenti e lo saremo anche in futuro”.

Andrea Telara di Andrea Telara8 maggio 2019 | 08:30

Per Alessandro Foti (nella foto), amministratore delegato e direttore generale di FinecoBank, quella di ieri è stata una giornata densa di impegni. La banca che guida da decenni ha infatti presentato l’ennesimo bilancio trimestrale contrassegnato da una raccolta positiva oltre che da una crescita degli utili e dei ricavi (vedi qui la notizia). I conti dei primi mesi dell’anno, però, sono passati un po’ in secondo piano sulla stampa economica e finanziaria, soprattutto per una ragione: sempre nella giornata di ieri, Fineco e la ex controllante UniCredit (che ormai detiene una quota di minoritaria nel capitale) hanno diramato una nota congiunta in cui si impegnano a mettere in atto una serie di azioni nel caso in cui le strade delle due banche dovessero all’improvviso separarsi. (Poche ore dopo, a mercati chiusi,  quella che era solo un’ipotesi è diventata realtà: UniCredit ha ceduto sul mercato una quota del 17% detenuta in Fineco si veda qui la notizia- portando così la sua partecipazione al 18%). L’accordo firmato tra le due banche  prevede che, qualora Unicredit vendesse tutta la sua partecipazione in Fineco, vengano messe in atto alcune azioni per consentire all’istituto guidato da Foti di mantenere un adeguato livello di capitale e una continuità operativa,  senza alcuna ripercussione sulla redditività. “E’ un pre-agreement con finalità soprattutto precauzionali”, dice Foti che, in questa intervista rilasciata a Bluerating.com subito dopo la diffusione della trimestrale (e prima che uscisse la notizia della parziale vendita da parte di UniCredit), parla anche di importanti novità in arrivo nella rete: due piattaforme che consentiranno ai consulenti finanziari di utilizzare al meglio le informazioni sulla clientela e persino di sperimentare una sorta di co-working, cioè la condivisione e la gestione congiunta di uno stesso cliente da parte di due o più professionisti.

Dottor Foti, partiamo dalla notizia del giorno: dopo la diffusione della vostra nota congiunta con UniCredit molti giornali hanno parlato di un divorzio imminente tra le due banche. Cosa dobbiamo aspettarci?  

Io credo sia importante sottolineare un fatto: quello firmato da UniCredit e Fineco è appunto un pre-agreeement, un accordo con cui viene assicurata la continuità aziendale alla nostra banca, qualora UniCredit decidesse di vendere la propria quota. Ciò non significa però che questa ipotesi sia destinata a verificarsi: potrebbe realizzarsi a breve, fra molti mesi o anni, oppure potrebbe non verificarsi mai. Lo spettro delle possibilità è molto ampio e ripeto: si tratta di una decisione precauzionale che prevede ad esempio la possibilità per i correntisti di FinecoBank di utilizzare come oggi gli sportelli atm di Unicredit anche per i prossimi vent’anni, proprio nella logica della continuità operativa.

Perché la nota congiunta è stata diramata proprio ieri? Qualcuno l’ha interpretata come un segnale di una volontà di separarsi…

La comunicazione era doverosa, trattandosi di due società quotate che devono informare gli azionisti e il mercato sugli accordi di questo tipo. Mi preme però ricordare un altro aspetto importante. Fineco ha sempre conservato la sua autonomia, prima e dopo essere entrata nella galassia di UniCredit. Mai ci è capitato di accantonare un determinato  piano di sviluppo solo perché facevamo parte di un gruppo bancario più grande, né il nostro azionista di maggioranza ci ha imposto di rinunciare alla nostra identità. Siamo sempre stati indipendenti e lo saremo anche in futuro.

Con la trimestrale avete annunciato anche il lancio di due novità tecnologiche per la rete dei  consulenti finanziari. Di cosa si tratta?

La prima novità è la combinazione tra il modello di cyborg-advisory (la consulenza basata sull’utilizzo di algoritimi e nuove tecnologie; n.d.r) con l’analisi dei Big Data. Grazie a questi strumenti, i consulenti della rete potranno approfondire meglio  le necessità finanziarie della clientela e troveranno più facilmente le soluzioni per soddisfarle. Il progetto inizierà nel secondo semestre 2019 e la nuova piattaforma è attesa nei primi mesi del 2020. In pratica, grazie alle nuove tecnologie i financial advisor di Fineco riusciranno a utilizzare e  processare in maniera più efficiente le informazioni a disposizione, dedicandosi maggiormente alla relazione con la clientela e aumentando così la propria produttività.

 Qual è la seconda novità in arrivo?

Si tratta di una piattaforma di co-working, attesa a fine 2019, che consentirà un ulteriore aumento della produttività permettendo ai consulenti di condividere la clientela con altri colleghi e gestire più attivamente un maggior numero di clienti.

Quali sono i vantaggi?

Il co-working avverrà ovviamente su base volontaria e consentirà a ciascun financial advisor di integrare le proprie competenze con quelle di un altro professionista della rete. Ci sono infatti parecchi consulenti che hanno particolari attitudini in certi ambiti, per esempio sono abili nella raccolta ma hanno ancora bisogno di accrescere l’esperienza nella gestione del portafoglio e nella relazione del cliente, o viceversa. Il nuovo sistema di co-working favorirà dunque lo scambio di competenze.


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