Truffa diamanti, ora i rimborsi sono più facili

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di Marcello Astorri 21 Maggio 2019 | 14:40
Banco Bpm mette in atto nuove iniziative per agevolare i rimborsi dei clienti rimasti vittima del caso diamanti. Ci sarà anche un call center dedicato.

Procedure più snelle per i rimborsi ai clienti del Banco Bpm rimasti vittima del caso diamanti (le pietre preziose acquistate a prezzi gonfiati dall’intermediario Internet Diamond Business – Idb). Per avere gli indennizzi, adesso basterà esibire una mail di posta certificata inviata al curatore fallimentare di Idb. In seguito allo sciopero dei dipendenti Bpm di Toscana e Liguria dello scorso 20 maggio, indetto dalle sigle sindacali per spingere l’istituto a ristorare interamente i clienti, Banco Bpm ha diramato un comunicato per annunciare nuove misure dopo aver “Preso atto del procrastinarsi dei tempi per l’esame da parte del fallimento delle istanze di restituzione presentate dai clienti”. L’istituto ha quindi annunciato di voler “velocizzare la definizione delle transazioni anche con i clienti che, avendo acquistato diamanti dalla Idb, li abbiano ancora in custodia presso i caveau gestiti dalla società”.

Il nuovo processo “sarà avviato entro maggio e permetterà ai clienti interessati di sottoscrivere le transazioni con Banco Bpm (in anticipo rispetto ai tempi necessari al fallimento di Idb per la restituzione delle pietre ai legittimi proprietari) e di ricevere in tempi rapidi il ristoro economico definito”. In particolare, i clienti che intendano depositare l’istanza di restituzione dei diamanti custoditi presso il curatore fallimentare potranno avvalersi di un servizio di assistenza, con l’ausilio di uno studio legale, che sarà messo a disposizione dalla banca attraverso un call center dedicato.

La banca ha inoltre riferito che continuerà con l’analisi “caso per caso” della posizione dei clienti e procederà nella sua politica di ristori parziali (a cui va aggiunto il valore della pietra, che rimarrà in mano al cliente).

“Siamo soddisfatti che la procedura si sia velocizzata”, ha commentato Carlo Piarulli, segretario Adiconsum della regione Lombardia, “nelle riunioni con l’amministratore delegato di Bpm, Giuseppe Castagna, e del condirettore generale Salvatore Poloni, come Adiconsum avevamo chiesto un rimborso massivo dei clienti per abbreviare i tempi e, inoltre, di aumentare le percentuali di ristoro a cui ci si era attestati fino a quel momento”. Prima di queste ultime novità, il cliente doveva infatti presentare il certificato di possesso e la curatela doveva poi confermare la presenza effettiva della pietra nel suo caveau. Un procedimento che, prima di arrivare a compimento, sarebbe durato diversi mesi: “Abbiamo fatto mandare ai nostri associati una pec”, spiega ancora Piarulli. Il fatto è che, a causa dell’elevato numero di richieste, “il curatore ci ha detto che non avrebbe potuto rispondere alle pec prima di ottobre”. Questo avrebbe fatto slittare i rimborsi del Banco Bpm di molti mesi. Ora, però, la banca si è impegnata ad abbreviare i tempi: “Il Banco”, spiega ancora Piarulli, “ai fini dell’erogazione del rimborso si accontenta della richiesta inviata via pec al curatore. Nelle prossime settimane, verificheremo sul campo se ai clienti verrà proposta anche una percentuale di rimborso più alta”.

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