Consulenti, la resa dei piccoli portafoglisti

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di Redazione 4 Giugno 2019 | 13:00
Ha sicuramente fatto discutere la lettera contenuta nell’articolo Consulenti rassegnatevi: conta solo il portafoglio. A tal proposito un altro nostro lettore (che preferisce rimanere anonimo) ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla problematica evidenziata dal collega, evidenziando le poche prospettive professionali future di chi non punta a crescere con le masse…perchè non guardare (anche) all’aumento del portafoglio potrebbe rivelarsi come una “resa” sulle proprie ambizioni.
Buongiorno,
sono un Consulente Finanziario senza mansioni manageriali.
Sì è vero il portafoglio conta per un fatto commerciale ( bonus di ingresso e grado provvigionale) che, di conseguenza, è la cartina di tornasole  in quanto a professionalità, credibilità e capacità imprenditoriale del CF.
Ovvio che le società del settore guardino con attenzione al mix sopra citato.
Sono in questo mercato da oltre trent’anni, ho operato per diverse Società e dando seguito all’articolo del collega, che in alcuni rimbrotti condivido, mi fa piacere dire la mia, spero, in maniera costruttiva.
Preparazione professionale e assistenza al cliente fanno parte del bagaglio del nostro mestiere, doverose in difesa del cliente in annate come quella passata che non devono però generare alibi… mi manca il dato del suo portafoglio che , dopo cinque anni di attività, spero sia comunque vicino a quei dieci milioni che la sua Società gli chiede;ma non è solo una necessità societaria, ritengo che un portafoglio dignitoso sia intorno ai venti milioni.
Manca anche la Sua storia, come è arrivato a fare questa scelta e se chi lo ha contattato gli ha dato tutte le notizie e assistenza del caso, spero di sì.
D’altro canto la nostra professione prevede, oltre preparazione e assistenza, anche una crescita delle masse, come la necessità di bere e mangiare dalla quale non si può prescindere,questo è il mestiere, sempre nel massimo rispetto del cliente.
Mifid 2, potrebbe impattare negativamente sui portafogli dei CF? se si, a maggior ragione bisogna moltiplicare le forze, anche con l’assistenza da parte delle strutture manageriali .
Farsi delle domande del tipo:
quanto tempo dedico alla mia attività complessiva?
che iniziative andate a buon fine ho preso?
riesco a farmi riconoscere per il ruolo che ricopro?
dove ho sbagliato?
E le società?
Devono avere attenzione alle entrate provvigionali  dei  CF e della loro propensione alla crescita al fine di evitare rischiose cadute di immagine e altri rischi Consob.
Le società non devono trascurare la giusta meritocrazia.
Come già detto in  questi trent’anni di professione ho operato in più società. Parlando delle piccole nelle quali ho operato  è più facile essere considerati anche con piccoli portafogli, magari vincere il viaggetto con più facilità e forse essere meglio pagati… ma nella piccola è tutto in proporzione …piccolo.
Ma le piccole vogliono diventare grandi e secondo voi il portafoglio non dovrà contare di più? …   pedalare di qua e di là….
Nelle grandi trovi solidità , l’asticella del portafoglio è più alta, nel loro dna alberga  una spiccata propensione alla sfida commerciale, fatta di strutture all’altezza e fabbrica prodotti adeguata al CF e al Cliente e all’avanguardia, e perché no, una maggiore sicurezza per il cliente inserito in strutture più solide.
Ritengo che il brand sia di grande aiuto ai CF.
Mi sono dilungato anche troppo, il mio è complessivamente un invito alla riflessione non dimenticando che il nostro è un gran bel mestiere, per renderlo vincente ci vuole tanta passione, voglia e un sogno nel cassetto da realizzare.
Un saluto a tutti i colleghi.

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