Efpa Meeting al via, parla Deroma

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Andrea Telara di Andrea Telara 6 Giugno 2019 | 08:28
Il 6 e 7 giugno a Torino il meeting annuale dell’associazione che certifica li esperti di pianificazione finanziaria. Il presidente Deroma illustra i contenuti della manifestazione.

Parte oggi a Torino, per concludersi domani 7 giugno, il meeting annuale di Efpa Italia, organismo che certifica le competenze dei consulenti e degli esperti di pianificazione finanziaria. Clicca qui sotto per seguire la diretta Twitter dell’evento. Di seguito l’intervista che Marco Deroma, presidente dell’associazione, ha rilasciato a BLUERATING, nel numero di giugno del magazine.

Da poco più di un anno Marco Deroma (nella foto), classe 1960, consulente iscritto all’Albo dal 1992 è presidente di Efpa Italia, filiale italiana dell’European Financial Planning Association, il più autorevole organismo europeo che certifica le competenze dei consulenti e dei financial planner, gli esperti di pianificazione finanziaria.
Il prossimo meeting annuale di Efpa Italia, in programma a Torino il 6 e 7 giugno, sarà dunque un’occasione per Deroma di tirare un primo bilancio del suo mandato. BLUERATING lo ha intervistato chiedendogli di illustrare i contenuti del meeting e i piani di sviluppo dell’associazione.

Come sono andati gli ultimi dodici mesi per Efpa?
Gli ultimi dodici mesi non sono stati facili, se consideriamo le note criticità di bilancio
di alcuni istituti di credito. Difficoltà finanziarie, abbinate ai consequenziali piani di ristrutturazione del perimetro deglistituti di credito finalizzato al contenimento dei costi, ha portato a una riduzione del personale bancario e, di conseguenza, anche dei professionisti certificati. Tutto ciò, tuttavia, è stato più che compensato dal numero dei nuovi certificati.
Il cambiamento del contesto di riferimento è tuttora una sfida per Efpa Italia che sta lavorando a tutti i livelli per mantenere costantemente alti ed efficienti i propri standard di servizio.

Può tirare un primo bilancio anche sui cambiamenti che Mifid 2 ha portato sul fronte della formazione?

Innanzitutto è importante sottolineare come l’operatività di Efpa esuli dalle attività di formazione, concentrandosi sulla certificazione delle conoscenze e competenze di financial advisor e dei financial planner. Ciò è fondamentale per preservare uno degli elementi caratterizzanti la nostra fondazione, ovvero la sua indipendenza e quindi la possibilità di attestare,
scevra da influenze esterne, la preparazione dei professionisti. La mancanza di potenziali conflitti di interesse rappresenta un fattore che sottolinea incontrovertibilmente la qualità della nostra certificazione. Detto ciò, Mifid 2 ha dato un contribuito significativo per aumentare la consapevolezza su quanto sia importante avere una preparazione ampia, verificata e aggiornata nel tempo. Va detto che, nelle sue declinazioni locali a livello di singolo paese, la direttiva ha perso un po’ l’attenzione richiamata da Esma verso l’autonomia degli enti certificatori. A parte questo aspetto, tuttavia, abbiamo riscontrato molta sensibilità da parte di alcuni grandi gruppi bancari e da parte delle reti
di consulenza. Sono in corsodi sviluppo diversi progetti per implementare percorsi finalizzati al conseguimento delle certificazioni EIP (European Investment Practioner, n.d.r) ed EFA (European Financial Advisor, n.d.r.).

Avete un obiettivo particolare per il meeting 2019?
L’Efpa Italia Meeting è un appuntamento che anno dopo anno ha scalato la classifica degli eventi indirizzati all’industria della consulenza. Non ci poniamo però obiettivi numerici, come quello di battere i record di affluenza, bensì quello di migliorare di anno in anno la qualità e lo spessore degli argomenti proposti. Abbiamo cercato di introdurre elementi di novità rispetto al passato, in un mix di tradizione e innovazione.

Quale sarà il filo conduttore dell’edizione di quest’anno?

Il titolo di quest’anno è: “Partecipa al futuro della consul€nza – La competenza per essere competitivi”. Efpa Italia da sempre sostiene il ruolo fondamentale che conoscenze e competenze hanno nel definire un vantaggio competitivo per il professionista. Con l’entrata in vigore di Mifid 2 questo ruolo si è reso ancora più determinante. Assicurare al cliente di avere un interlocutore preparato rappresenta infatti il primo passo per riuscire a trasmettere il valore del servizio offerto e quindi per combattere in un contesto che rischia di vedere l’inesorabile erosione dei margini determinata dal tentativo di abbassare il più possibile i costi per il risparmiatore. Questo trend rischia di andare a scapito di un servizio le cui regole di pricing dovrebbero probabilmente basarsi su un’ottica di premium price piuttosto che di basso costo. Il nostro obiettivo è dunque offrire risposte diverse agli advisor e dare chiavi di lettura nuove per comprendere le diverse dimensioni che il contesto richiede.

Quali appuntamenti meritano di essere evidenziati di più?
I contenuti offerti sono tutti di rilievo, ma ci tengo a sottolineare gli appuntamenti curati dal comitato scientifico
di Efpa Italia. Il primo è un seminario che esplorerà il tema del cambiamento, descrivendo quali sono le tendenze evolutive del mercato in un’ottica di medio e lungo periodo.  E spiegherà come illustrare al cliente queste tendenze, aiutandolo nel suo passaggio da risparmiatore a investitore, a pianificatore. Il secondo momento targato Efpa Italia sarà invece la presentazione, in apertura della seconda giornata, della nuova edizione della ricerca, condotta a livello europeo in collaborazione con Finer, sul ruolo ed evoluzione del consulente finanziario e financial planner in Europa.nA presentare i risultati saranno Nicola Ronchetti, fondatore di Finer, ed Emanuele Carluccio, presidente di Efpa Europe. Dalle conclusioni della ricerca si svilupperanno diversi approfondimenti oltre ai commenti e alle riflessioni che verranno effettuate nelle sessioni successive del meeting 2019 di Efpa Italia.

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