Enasarco, nel conflitto con Sorgente scende in campo la Spitz

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 10 Giugno 2019 | 09:16
Anche il commissario straordinario prosegue la causa per danni contro la Fondazione per 76 milioni. Probabile esposto alla Corte dei Conti.

Da quattro anni, pur dopo quindici di buona collaborazione, Enasarco e Sorgente Sgr sono arrivati ai ferri corti. Un intrico di cause civili e penali li divide e la Banca d’Italia, all’inizio di quest’anno, è intervenuta commissariando Sorgente Sgr, la società del Gruppo che gestiva due fondi sottoscritti prevalentemente da Enasarco: Megas e Michelangelo Due. In sostanza, Sorgente Sgr contesta ad Enasarco di aver fatto pressioni indebite per ottenere comportamenti gestionali che alla fine, dopo una lunga resistenza, la Sgr avrebbe accettato di adottare, decidendo però successivamente di denunciare l’accaduto. Enasarco replica affermando al contrario che sarebbe stata indotta a chiedere questi comportamenti per la carente gestione dei fondi. Si vedrà chi ha ragione.

Sta di fatto che anche la commissaria Elisabetta Spitz (nella foto) – un dirigente di lungo corso e di grande esperienza del settore immobiliare pubblico – ha deciso di proseguire la causa civile, che i periti hanno quantificato in 76 milioni di euro di danno patrimoniale, intentata contro Enasarco dal Gruppo Sorgente, prima del suo arrivo. Un pool di avvocati di primissimo piano, incaricati da Sorgente Sgr di difendere le sue ragioni, è infatti impegnato nelle citazioni e successive “comparse” nelle aule dei tribunali di Milano e di Roma. Recentemente sarebbe stata avanzata l’ipotesi di esposto presso la Corte dei Conti, tenuto conto dell’immobilismo dei “controllori” di Enasarco, di fronte al ruolo nel conflitto con Sorgente Sgr.

Interessante analizzare la composizione – ai massimi livelli della professione forense – di questo pool legale che ha accettato di difendere Sorgente Sgr dalle accuse in base alle quali Enasarco le ha sottratto la gestione dei due fondi immobiliari, forti di circa 800 milioni di asset. Con la guida del noto giurista professor Guido Alpa ci sono i professori Luca Di DonnaGiuseppe Greco e Massimo Zaccheo e l’avvocato Antonio Caporale. Tra gli amministrativisti il professor Aristide PoliceFilippo Degni e Federico Tedeschini. Enasarco è difesa in particolare dal professor Andrea Di Porto e dall’avvocato Michele Carpinelli, dello Studio Legale Chiomenti, di vocazione internazionale.

Differenti formazioni e specializzazioni da parte dei legali sono insomma necessarie per coprire i numerosi aspetti di un contenzioso farraginoso, cominciato quattro anni fa, quando l’allora presidente di Enasarco, Brunetto Boco e il direttore finanziario Roberto Lamonica, insistettero e ottennero da Sorgente Sgr di rivedere il rapporto, chiedendo di diminuire la commissione sulla gestione dei due fondi e soprattutto di acquistare alcuni specifici immobili del patrimonio dei fondi. Lo ottennero in virtù del fatto che Enasarco, nei due fondi in questione disponeva della maggioranza e quindi aveva il potere, in assemblea, di revocare il mandato a Sorgente Sgr se questa non avesse siglato la nuova intesa. L’amministrazione straordinaria viene spiegata come l’unica misura in grado di conseguire l’obiettivo di ottenere la discontinuità gestionale.  Ma il “commissariamento” è arrivato dopo che i fondi, esclusivo oggetto dei rilievi, erano già usciti da Sorgente Sgr e affidati ad altri gestori. Inoltre, Sorgente Sgr aveva già una nuova governance dallo scorso giugno. Dunque la medicina è stata somministrata quando l’asserita malattia era già guarita naturalmente.

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