Pimco stronca ancora l’Italia e i Btp

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Posizione di sottopeso sui titoli di stato italiani della casa d’investimenti, che a Milano ha presentato anche il suo secular outlook

Andrea Telara di Andrea Telara11 giugno 2019 | 15:04

I money manager di Pimco, colosso internazionale del risparmio gestito specializzato nel mercato obbligazionario, non hanno cambiato idea: anche oggi, come nei mesi scorsi, hanno una posizione negativa sui titoli di stato italiani. Underweight, sottopesare nel portafoglio, è l’ordine di scuderia sui Btp per i fondi della casa d’investimenti statunitense. Tale posizione è stata ribadita oggi a Milano da Mark Kiesel (nella foto. a destra), chief investment officer della società per il segmento del Credito Globale. Presentando il secular outlook di Pimco, cioè le previsioni della società sull’andamento dei mercati e dell’economia nel medio e lungo termine, Kiesel ha risposto anche a qualche domanda sul debito italiano e non ha usato mezze parole. In un’ ottica di medio e lungo termine il gestore ha definito il peso del nostro debito pubblico “insostenibile” poiché la sua incidenza di oltre il 130% del pil si accompagna purtroppo a una crescita economica attorno allo zero e strutturalmente ridotta. “Siamo investitori attivi e naturalmente possiamo cambiare le nostre posizioni, quando sui mercati si manifesta una certa volatilità e certi prezzi tornano convenienti ”, ha detto Alessandro Gandolfi (nella foto in basso a sinistra), head of Italy di Pimco, “ma la nostra posizione sul debito italiano resta di sottopeso”.

L’ultimo secular outlook di Pimco si intitola invece “Dealing with ditruption”, confrontarsi con i cambiamenti dirompenti. Nello specifico la disruption di cui parla Pimco è legata a 5 fattori: il ruolo della Cina, l’ascesa del populismo in politica, i cambiamenti demografici nel pianeta, la trasformazione portata in dote dalla tecnologia e la vulnerabilità dei mercati finanziari. Lo scenario in cui questi cambiamenti dirompenti si manifesteranno è caratterizzato da tassi d’interesse bassi, che rimarranno tali ancora per un po’ di mesi vista l’assenza di una spinta dell’inflazione. Con il costo del denaro così ridotto e il populismo in ascesa, c’è poca resistenza nei paesi industrializzati all’attuazione di politiche economiche di deficit spending, basate sui disavanzi pubblici. In tale contesto, non sarà facile ottenere rendimenti consistenti sui mercati finanziari, dove le valutazioni di molti titoli sono già elevate, dopo un lungo ciclo di crescita decennale. Per questo, secondo Pimco, occorre muoversi con prudenza, stando un po’ più leggeri sull’azionario e con un po’ più di cash e bond nel portafoglio, scegliendo titoli di qualità.


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