Consob, quante sanzioni (e radiazioni) ai consulenti

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Andrea Telara di Andrea Telara 14 Giugno 2019 | 12:20
Nella relazione annuale del presidente Savona, i numeri sui provvedimenti ai danni dei cf. Aumentano i professionisti “puniti”, ma diminuiscono le denunce all’autorità giudiziaria

Un totale di 78 provvedimenti sanzionatori (contro i 52 del 2017) e 64 radiazioni, contro le 28 dell’anno precedente. Sono i dati riguardanti la vigilanza della Consob sui consulenti finanziari, esposti oggi a Milano dal presidente dell’authority, Paolo Savona (foto a destra), nella sua prima relazione annuale dopo la recente nomina. Aumentano dunque i consulenti “puniti” dalla Consob che, va ricordato, dalla metà del 2018 ha progressivamente trasferito le sue funzioni di vigilanza in carico all’Ocf, l’organismo che gestisce il nuovo Albo unico dei consulenti finanziari. I dati contenuti nella relazione sono infatti parziali, aggiornati a fine novembre dell’anno scorso. Il quadro, seppur non completo, è comunque abbastanza rappresentativo di come sono andate le cose lo scorso anno. Mentre sono cresciuti i provvedimenti sanzionatori in generale, sono però diminuite le segnalazioni riguardo alla condotta dei cf fatte dalla Consob all’autorità giudiziaria: sono state 71 nel 2018 contro le 85 del 2017.

L’authority presieduta da Savona ha adottato inoltre 42 provvedimenti di sospensione cautelare dall’esercizio dell’attività, a fronte delle 54 adottate nell’anno precedente. Tirando le somme, la vigilanza sui cf lo scorso anno ha visto aumentare le sanzioni inflitte ai financial advisor , anche se non è stato toccato il livello record di ben 83 radiazioni registrato nel 2015.

Nella stessa relazione, Savona ha parlato ovviamente anche di industria del risparmio in generale. Ha lanciato un allarme contro i rischi della diffusione delle criptovalute, ha evidenziato la necessità di una politica fiscale comune, di un’azione a favore dell’educazone finanziaria, della crezione di un titolo europeo privo di rischio, visto che oggi l’unico strumento finanziario con queste caratteristiche è il Bund tedesco. Il potere di valutare il rischio di rimborso dei titoli di Stato italiani”, ha detto Savona parlando del nostro debito pubblico “si è trasferito sul mercato senza un adeguato contrasto alla speculazione, che non di rado trova alimento nell’attitudine delle autorità a usarlo come vincolo esterno per indurre gli Stati membri a rispettare i parametri fiscali concordati a livello europeo”

Savona non ha risparmiato qualche stoccata alla comunità finanziaria internazionale. “I giudizi non di rado espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati”, ha detto il presidente della Consob, “appaiono prossimi a pregiudizi, perché resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio”.

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1 commento

  • Avatar giancarlo cervoli says:

    quando saranno rese pubbliche le sanzioni alle banche coinvolte nella “truffa dei diamanti”?

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