Consulenti, doppia gaffe di Savona

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 28 Giugno 2019 | 11:45
Due scivolate del presidente Consob all’incontro Ocf. Cita solo, sbagliando, gli “indipendenti”. Che sono solo 204.

Paolo Savona (nella foto), nominato presidente della Consob dal governo gialloverde, ci prova gusto con le gaffe. Aveva iniziato a Milano il 14 giugno quando proprio nella sua prima relazione da presidente dell’Authority aveva quasi confuso la “caverna di Platone” con quella da lui erroneamente definita “di Socrate”.

Ieri Savona è tornato a scivolare, questa volta a Roma presentandosi a parlare a braccio all’incontro annuale dell’Ocf dove è stata presentata la relazione annuale (vedi notizia). Savona ha esordito con queste parole: “Io sono un utente della consulenza indipendente”, aggiungendo che i “consulenti indipendenti non hanno il problema di conciliare gli interessi del cliente con quelli dell’impresa”. Savona non ha studiato: il termine “consulente indipendente”, infatti, non esiste all’interno del “vocabolario” dell’Albo su cui vigila l’Organismo. Esistono soltanto – come frutto di un lungo dibattito durato anni – le società e i consulenti finanziari autonomi, che operano con la modalità del fee only, e quelli non autonomi, classificati come abilitati all’offerta fuori sede, che lavorano per una società mandante, ovvero una delle tante banche-reti attive in Italia.

E’ sconcertante inoltre che Savona abbia citato – erroneamente, ripeto – solo i consulenti “indipendenti” che iscritti all’Ocf sono 204 rispetto agli oltre 55mila “non indipendenti”. Ma qualcuno, prima, ha spiegato all’emerito presidente Consob da chi e come è composto l’Albo?

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3 commenti

  • Avatar Egidio says:

    E dove sarebbe la gaffe nel definire correttamente “indipendente” la vera natura di una figura professionale che con un colpo di mano finale (altro che “frutto di un lungo dibattito durato anni”!) è stato neutralizzato ad “autonomo” per mascherarne il potere dirompente?
    Lei, Giacobino, sottostima l’intelligenza di Savona, il quale conosce molto bene la forma, ma ancora di più la sostanza.

  • Avatar Gian Marco says:

    A me Savona è sembrato chiarissimo. Non ha affatto omesso di citare i consulenti di banche e reti, affermando che hanno la necessità di essere equilibrati fra le esigenze del cliente e quella della rete per cui lavorano, e poi ha citato gli indipendenti, affermando che non hanno quel problema perché sono pagati solo dal cliente.
    Ha fatto bene ad usare il nome indipendenti, perché è così che sono noti, il termine autonomi è stato imposto dalla lobby bancaria. Evviva la chiarezza di Paolo Savona.

  • Avatar Giorgio Morandi says:

    Io penso che Savona conosca benissimo le suddivisioni dell’albo, non por niente ha citato con competenza i rischi di conflitto di interesse dei consulenti abilitati rispetto agli autonomi

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