Azimut, la meglio gioventù

A
A
A
di Marcello Astorri 23 Luglio 2019 | 09:12
L’esperienza di Marta Nassini, giovane astro nascente della rete guidata dal presidente Pietro Giuliani

Chi ha detto che una giovane donna non può fare il consulente finanziario? La storia di Marta Nassini (nella foto), 28 anni, ha dimostrato che basta crederci: “Quattro anni fa ho deciso di seguire le orme di mio padre che fa il consulente da 40 anni”, spiega a Bluerating, “mi affascina il rapporto di fiducia e di stima reciproca che si instaura con il cliente”. Lei lavora per la rete di Azimut Capital Management (società del gruppo Azimut) ed è operativa sulla zona di Brescia. Dalla sua voce si percepisce la sua passione per il mestiere: “È un lavoro dinamico, sfidante, ogni giorno si impara qualcosa di nuovo, sono tanti pezzi di un puzzle che devono combaciare e il risultato finale è l’azienda Marta Nassini”.

Cosa risponde a chi dice che il consulente è un lavoro da uomini?

Per quanto mi riguarda è vero il contrario: il consulente finanziario è un lavoro più adatto per una donna, perché siamo più precise ed empatiche degli uomini.

Suo padre cosa dice?

Non mi ha mai spinta a fare questo lavoro. Però a me piaceva e l’ho fatto lo stesso: alla fine è stato contento.

Come mai i giovani faticano a entrare?

In Italia c’è diffidenza verso i giovani, ancora di più nel nostro settore perché si gestisce la cosa più importante di una persona: il suo patrimonio. E poi ci sono le difficoltà nel creare un portafoglio clienti da zero: per sopravvivere servono le masse e si rischia di scoraggiarsi prima di esserci riusciti.

Secondo lei, cosa aiuterebbe i giovani?

Il lavoro in team tra consulente junior e consulente senior. Il lavoro si impara sul campo e non c’è insegnamento migliore di essere affiancati da una persona con esperienza. In Azimut faccio parte del progetto Millennials che ha proprio questo scopo: formare e accompagnare noi junior nei primi anni di attività.

Che consiglio può dare a un suo coetaneo?

Citerei una frase di Steve Jobs: ” Stay hungry. Stay foolish”. Per fare questo lavoro bisogna avere passione, voglia di mettersi in gioco, curiosità e ambizione, oltre al pizzico di follia necessaria per fare scelte non convenzionali e a volte azzardate, ma che fanno la differenza. E poi tanta umiltà: gli spacconi non arrivano da nessuna parte.

Dove si vede fra 20 anni?

Consulente finanziario, ma con una una preparazione più evoluta. Il nostro settore sta cambiando e specializzarsi diventa fondamentale, infatti ho concluso da poco un master all’Università di Brescia sul passaggio generazionale e nei prossimi anni mi dedicherò alla formazione.

Cosa vorrebbe cambiare nel mondo della consulenza finanziaria?

Il consulente finanziario viene valutato soltanto per i costi dei prodotti che colloca, invece a essere premiato dovrebbe essere il servizio. Se io ho un problema di salute vado dal medico di base, ma poi mi rimanda dallo specialista per elaborare una diagnosi. Nel nostro lavoro la banca è il medico di base, il consulente finanziario lo specialista.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Azimut, il wealth manager si racconta

Azimut LB, una nuova visione per il portafoglio

Azimut LI, un nuovo investimento all’insegna della digitalizzazione

NEWSLETTER
Iscriviti
X