Rendiconti Mifid 2: Credem dà valore all’advisory

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di Marcello Astorri 30 Luglio 2019 | 11:00

Prosegue lo speciale dedicato al tema dei rendiconti Mifid 2 delle principali realtà della consulenza italiane. Dopo avervi offerto i dettagli del rendiconto di Mediolanum (vedi notizia), Fineco (vedi notizia) e il dettaglio dei documenti assicurativi di Azimut (vedi notizia), la bozza del documento “Informazioni analitiche su costi e oneri” di Banca Generali (vedi notizia), il rendiconto di Consultinvest (vedi notizia) e la descrizione di quello di IWBank (vedi notizia).Ieri abbiamo visto Widiba (vedi notizia) , oggi è il turno di Credem.

A descrivere il documento è lo stesso Moris Franzoni, direttore commerciale della rete dei consulenti finanziari di Credem. La versione digitale è stata inviata a fine maggio, mentre quella cartacea è stata ricevuta dalla clientela nella prima settimana di giugno. “Il nostro rendiconto è di una quindicina di pagine“, spiega Franzoni, “e a nostro modo di vedere è molto completo. Il cliente vede numero per numero i costi che ha sostenuto”. A quanto riferisce il manager l’impatto con la clientela è stato buono: “Un riscontro che ci inorgoglisce, per questo abbiamo attivato la fase due e ora riusciamo a inviare via e-mail, o attraverso newsletter, a chi vuole, la documentazione supplementare che ricevono i nostri consulenti per fornire le view sui mercati in tempo reale”.

“Come potrei descrivere il nostro rendiconto in poche parole? E’ un documento più che trasparente e dà il senso del valore della consulenza. Il cliente riesce a capire chiaramente il servizio che ha ricevuto”.

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