Fideuram, l’utile non vola

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Avatar di Redazione6 agosto 2019 | 09:45

Il gruppo Fideuram approva conti semestrali con dati positivi. L’istituto guidato da Paolo Molesini (nella foto), alla fine di giugno 2019, aveva masse amministrate per 229,2 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto alla fine dell’anno scorso. Una performance su cui ha inciso l’andamento favorevole dei mercati, che ha spinto la raccolta netta (oltre 4,5 miliardi) e i patrimoni (11,6 miliardi). L’utile netto consolidato del gruppo è stato di 456 milioni, un livello record anche se sostanzialmente stabile rispetto al semestre precedente.

“I risultati di questo primo semestre confermano la validità del nostro modello di servizio”, ha commentato Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, “reso possibile grazie ai nostri 6.000 private banker: professionisti di assoluto livello, in grado di proporre le migliori soluzioni d’investimento attraverso una gamma di prodotti diversificata e sempre coerente con le necessità della clientela. In questa prima metà dell’anno siamo cresciuti a ritmi sostenuti, raggiungendo nuovi e straordinari livelli di performance: il notevole incremento delle masse amministrate – che hanno superato la quota record di 229 miliardi di euro – e il nostro miglior utile netto semestrale di sempre certificano come la nostra società stia continuando il suo percorso di crescita con determinazione, persistenza e lungimiranza. Sono risultati eccezionali, resi possibili solo grazie alla qualità del lavoro svolto, ogni singolo giorno, con grande professionalità e dedizione dai nostri private banker, manager, dipendenti di sede e delle società controllate. A tutti loro va il mio più profondo ringraziamento per l’impegno profuso. Vogliamo proseguire in questa direzione con l’obiettivo di generare valore per tutti gli stakeholder e in linea con quanto indicato nel Piano d’Impresa 2018 – 2021”.

L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 156,9 miliardi di euro, in crescita di quasi 10 miliardi (+7%) rispetto alla fine del 2018. Le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 37,8 miliardi (erano 36,3 miliardi al 31 dicembre 2018). Nel primo semestre del 2019, l’attività commerciale ha registrato oltre 4,5 miliardi di raccolta netta (5,5 miliardi nel primo semestre 2018), con flussi prevalentemente concentrati sulla componente di risparmio amministrato. Al 30 giugno 2019 il numero complessivo dei private banker delle reti risultava pari a 5.942, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 39 milioni.

L’analisi dei principali aggregati del conto economico evidenzia che nel primo semestre dell’esercizio le commissioni nette sono risultate pari a 843 milioni, sostanzialmente in linea (-1%) rispetto al saldo di 855 milioni registrato nel primo semestre 2018. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (oltre 93%) del margine commissionale, sono risultate pari a 788 milioni, in lieve diminuzione (-3%) rispetto ai primi sei mesi del 2018 (809 milioni). Tale andamento riflette il parziale riposizionamento dei risparmi della clientela (variazione nell’asset allocation) a fronte di masse medie di risparmio gestito (153,2 miliardi) rimaste sostanzialmente invariate rispetto al primo semestre dello scorso esercizio.
Nel primo semestre del 2019, così come nella prima metà del 2018, il margine commissionale non ha beneficiato di alcun contributo significativo riveniente da commissioni di performance. Il margine di interesse, pari a 89 milioni, ha evidenziato un incremento del 17% rispetto al primo semestre dello scorso anno (76 milioni), grazie alla crescita dei volumi medi investiti e al contenimento del costo medio della raccolta bancaria del periodo.


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