Credem, utile sugli scudi e le polizze spingono

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di Redazione 9 Agosto 2019 | 09:37

Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Lucio Igino Zanon di Valgiurata, ha approvato lo scorso 9 agosto i risultati individuali e consolidati del primo semestre 2019. Risultati che evidenziano fondamentali positivi e la forza del modello banca assicurazione. Ma entriamo nel dettaglio.

Anche nella prima parte del 2019 il Gruppo Credem ha continuato a sviluppare il modello di banca assicurazione che si rivela particolarmente efficace nella gestione delle molteplici necessità della clientela. Il Gruppo ha proseguito nel sostegno all’economia del Paese, con i prestiti in crescita del 5% a/a (rispetto al sistema che segna +0,6% nello stesso periodo) raggiungendo 25,5 miliardi di euro. I mutui casa alle famiglie, in particolare, registrano flussi erogati pari a 674 milioni di euro ( +61,5% a/a). Il progresso di tali aggregati è avvenuto mantenendo la qualità dell’attivo ai vertici del mercato, con il rapporto tra crediti problematici lordi ed impieghi lordi (NPL Ratio) al 4,35% rispetto a 8,37% della media delle banche significative italiane ed adottando livelli di copertura ai vertici del sistema (livello di copertura comprensivo dello shortfall(8) al 65,5% sui crediti problematici ed all’85,4% sulle sofferenze). La raccolta complessiva è in progresso dell’1,5% a/a e si attesta a 80,5 miliardi di euro, mentre la raccolta complessiva da clientela è in progresso dell’1,7% a/a e si attesta a 68,3 miliardi di euro, a conferma della fiducia che le famiglie e le imprese italiane continuano ad accordare all’istituto. Si rafforza anche la vocazione assicurativa del Gruppo con la raccolta assicurativa in crescita del 2,9% a/a a 7,1 miliardi di euro ed in particolare i premi legati a garanzie di protezione vita e danni sono pari a 32 milioni di euro e registrano un incremento del 12% a/a. Nel semestre, inoltre, sono stati raggiunti oltre 51 mila nuovi clienti. Confermata anche la solidità patrimoniale, stabilmente ai vertici del sistema bancario. Il CET1 Ratio si è attestato a 13,3% con 530 bps di margine rispetto al livello minimo normativo (comprensivo del requisito addizionale SREP assegnato dalla Banca Centrale Europea) pari all’8% (requisito più basso tra le banche italiane vigilate direttamente da BCE). Nel semestre è proseguito il percorso di crescita dell’organico con 149 assunzioni di cui 77,2% neo diplomati e neo laureati. Il Gruppo ha inoltre avviato, a maggio, l’operatività di Avvera, società che sarà il polo di riferimento del Gruppo nel credito ai privati. L’utile netto consolidato è in crescita del 6,8% a/a a 101,5 milioni di euro rispetto a 95 milioni di euro a fine giugno 2018. Tale valore comprende 16,2 milioni, al lordo dell’effetto fiscale, di contributi ai fondi a supporto della gestione delle banche in difficoltà.

Dando uno sguardo al wealth management, la raccolta gestita del gruppo a fine giugno ha raggiunto 26,9 miliardi di euro (+0,9% a/a). Positiva la raccolta su fondi e Sicav del Gruppo (+6,8% a/a). In ambito private equity, due nuovi fondi istituiti da Euromobiliare Private Equity SGR per complessivi 100 milioni di euro hanno arricchito e diversificato l’offerta dedicata al segmento di clientela private e HNWI (High Net Worth Individual). Il Gruppo ha inoltre rinnovato l’impegno sul fronte degli investimenti socialmente responsabili proseguendo nella costruzione della propria offerta in tale settore. In particolare è stata istituita “Global Equity ESG”, linea di gestione individuale di portafoglio gestita da Euromobiliare Advisory SIM ed è stato lanciato il fondo “Cities 4 Future”, gestito da Euromobiliare Asset Management SGR che ha raccolto oltre 150 milioni di euro.

 

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